Sicurezza
Morto dopo l’operazione: a ucciderlo non è stato il super batterio
Le analisi dell’Asl escludono che sia stata l’infezione a provocare il decesso di Sergio Chiusalupi
VIAREGGIO. La morte di Sergio Chiusalupi, 66enne deceduto dopo un’operazione chirurgica, non è stata causata dal super batterio New Delhi. Ad affermarlo è l’Asl.
«La direzione sanitaria dell’Asl – si legge in una nota – dopo aver effettuato tutte le verifiche e nel rispetto della privacy del paziente, esclude che il decesso del paziente ricoverato al Versilia sia stato causato dall’Ndm, cioè dal batterio cosiddetto New Delhi».
Sergio Chiusalupi abitava in via dei Campi al Varignano. Di professione faceva l’elettricista e lavorava con l’officina Landucci in Darsena, che realizza impianti elettrici sulle barche. Era molto conosciuto nel settore della nautica. Si era sentito male alcuni mesi fa, poi gli accertamenti avevano evidenziato una malattia e la necessità dell’operazione chirurgica. Il 25 giugno scorso l’intervento nella neurochirurgia dell’ospedale di Livorno. L’intervento, secondo quanto si è potuto apprendere, era riuscito.
«Successivamente – ha affermato la moglie – mio marito è stato trasferito all’ospedale Versilia: prima in medicina e poi in riabilitazione per proseguire il recupero». Lunedì 16 settembre, però, è avvenuto il decesso. La famiglia ha chiesto copia delle cartelle cliniche per fare chiarezza sulle cause: l’Asl, nel frattempo, esclude che la morte sia avvenuta per infezione da super batterio.
Il super batterio o New Delhi ha colonizzato, come si dice in gergo, un centinaio di pazienti ricoverati all’ospedale Versilia. Si tratta di portatori, mentre otto pazienti, al 31 agosto scorso, sono risultati contagiati e quindi isolati. Tommaso Bellandi, direttore della struttura Sicurezza del paziente, dell’Asl, ha anticipato l’arrivo di «nuovi e più potenti strumenti che adotteremo, in particolare per le analisi sui pazienti. Ci sono terreni di coltura dei batteri che danno risposte in pochi minuti anziché in ore: così velocizzeremo le risposte sui test». Previsto, inoltre, l’arrivo di un infettivologo dedicato all’ospedale Versilia, che come è noto non ha il reparto Malattie infettive.
«Su tutto il territorio dell’Asl e anche al Versilia – ha fatto sapere l’azienda sanitaria – sono state intensificate le attività finalizzate alla prevenzione delle infezioni ed in particolare al contrasto della diffusione di germi multiresistenti, pericolosi soprattutto per i pazienti più fragili. Alla luce delle indicazioni regionali, è stata attivata un’unità di crisi, che ha prodotto una procedura finalizzata al contenimento della diffusione di batteri resistenti ad alcuni antibiotici. Come da indicazioni regionali, la popolazione obiettivo dei controlli è stata allargata, coinvolgendo gran parte dei ricoverati, con particolare riferimento all’area medica, alla riabilitazione, all’oncologia ed alla terapia intensiva».
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