Toscana
Lorenzo Biancalana «Per Parigi 2024 voglio allenarmi a Massarosa»
massarosa. «Io potrei anche trasferirmi, cambiare città, società e allenatore. Ma perché dovrei? Le persone che non ci stanno permettendo di nuotare in spazi adatti nella piscina di Massarosa sono le stesse che un anno fa mi avevano accompagnato in Comune per essere ricevuto dall’allora sindaco Mungai dopo la conquista di un titolo italiano tra i Cadetti. Io una società ce l’ho già, si chiama Tirrenica Nuoto. E due allenatori, Adolfo Buonaccorsi e Marco Landucci. Per quale motivo dovrei subire le conseguenze di una decisione non coerente con gli accordi passati? Comunque, anche se andassi via, il problema non si risolverebbe, perché oltre a me ci sono altri 120 ragazzi circa, la cui attività, adesso, è fortemente penalizzata».
Lorenzo Biancalana ragiona ed argomenta come se avesse molti più dei suoi reali 20 anni. Da quando Diletta Carli ha lasciato Viareggio per trasferirsi al Centro Federale di Ostia ed in seguito a Bologna, è diventato l’icona in vasca e fuori della Tirrenica Nuoto.
E la riflessione riportata sopra dimostra che non è solo una questione di risultati, per altro ragguardevoli, al punto da fargli ammettere che «alle Olimpiadi del 2024 a Parigi spero di arrivarci, per quelle di Tokyo del prossimo anno non vedo possibilità».
Sorride quando lo dice, libero da qualsiasi forma di ossessione a cinque cerchi: «Con due fenomeni come Detti e Paltrinieri, è dura…».
Adesso i pensieri che gravitano nella sua testa sono di matrice ben diversa, che non guardano al futuro, ma ad un presente privo di certezze. «La mattina potrò continuare ad allenarmi a Massarosa, libero da obblighi di studio. Il pomeriggio, invece, chi lo sa? So però che non si può compiere un lavoro di qualità se in un’unica corsia nuotano troppi ragazzi».
Biancalana evita di alzare la voce, di lasciarsi vincere dalla rabbia. Eppure il suo disappunto è palese, di quelli che si faticano a celare: «Per due stagioni l’Aquatica ha consentito alla Tirrenica Nuoto ed al Nuoto Viareggio di allenarsi, questo cambiamento drastico ci crea enormi difficoltà. Il nostro calvario è cominciato con la chiusura dell’ex piscina comunale in Darsena. Si doveva fare di tutto per evitare che accadesse. Per il domani confidiamo nell’impianto al Marco Polo Sports Center, intanto occorre trovare una soluzione adatta ed in tempi rapidi per non pregiudicare la prossima stagione, che prevede due campionati italiani Assoluti, uno a dicembre e uno a marzo». —
G.N.
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