Toscana
Stroncato giro di orologi di lusso falsi comprati in Austria
Scoperta dalla Guardia di finanza organizzazione specializzata nella contraffazione di orologi di lusso. Sei arrestati
VIAREGGIO. ompravano gli orologi contraffatti in Austria, e li portavano in Italia con auto modificate ad hoc, con doppi fondi e combinazioni astruse per nascondere la merce. E una volta qui, li rivendevano a grossisti toscani e sanmarinesi, un po’ online, un po’ nelle piazze, a prezzi sempre vantaggiosi. Vantaggiosi, ovviamente, perché erano tutti falsi. Una vera e propria associazione per delinquere dedita alla contraffazione del pregio, secondo la Guardia di finanza, con base in Campania e due importanti cellule al Nord: una a Viareggio, l’altra a San Marino, si dovevano occupare del commercio nelle rispettive aree turistiche. Della Versilia e del resto della Toscana, la prima, e del versante riminese, la seconda. Ieri mattina (18 settembre), all’alba, le Fiamme gialle, hanno iniziato a far scattare le manette nell’ambito dell’operazione Right time.
Sei le ordinanze di custodia cautelare emesse dal tribunale di Firenze, di cui tre in carcere e tre ai domiciliari, per associazione per delinquere e introduzione nello Stato e commercio di prodotti falsi. Sono tutti imprenditori campani, eccetto un cittadino austriaco per cui la procura chiederà una mandato di arresto europeo. In totale sono 32 le persone denunciate, tra grossisti, venditori, fornitori e destinatari dei prodotti illegali. Dodicimila i pezzi sequestrati, tra etichette e orologi di lusso di tutte le marche (Rolex, Panerai, Bulova, Chanel, Locman, Omega, Cartier, Vacheron Costantine...) contraffatti.
Le indagini, realizzate dalla Guardia di finanza di Viareggio ( guidate dal tenente colonnello Filippo Capineri) e da quella Pisa e coordinate dalla direzionale distrettuale antimafia, sono scattate tre anni fa, dopo un maxi sequestro di orologi in un magazzino di Viareggio. Gli uomini delle Fiamme gialle trovarono circa 5mila orologi contraffatti. Erano riprodotti così bene che anche i periti degli inquirenti faticavano a distinguerli dagli originali. Sono iniziate quindi le intercettazioni, grazie ai quali i militari sono riusciti, piano a piano, a ricostruire la filiera dell’approvvigionamento degli orologi di lusso. Nel frattempo ci sono stati altri sequestri, a Tarvisio (dove è stato fermato un corriere marocchino) e a Pisa (è stato fermato un senegalese con orologi falsi) e il quadro è diventato sempre più chiaro.
Il mercato illegale funzionava così, secondo la ricostruzione dei militari. L’organizzazione campana comprava in Austria e, in Italia, si avvaleva di basi operative nel centro della Toscana, dalle quali, mediante grossisti e acquirenti, forniva di prodotti falsi le zone di San Marino, Tarvisio, Rimini, Olbia, Napoli, Viareggio e le principali piazze lombarde. Il commercio avveniva mediante due canali: uno, il superior, online o su richiesta degli acquirenti (il prezzo girava attorno ai 300 euro); l’altro, il low cost, desinato ai mercati rionali e alle piazze turistiche, gestito da cittadini senegalesi (con orologi venduti fino a 30 euro al pezzo). Infine per «fornire una tracciabilità pulita delle vendite in nero – si legge in una nota delle Fiamme gialle –, utilizzava società di comodo intestate a soggetti nullatenenti che, attraverso l’emissione di fatture false, ne giustificava i relativi introiti»
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