Sicurezza
L’estate della Versiliana fa litigare il sindaco e Simoni
L’esponente di Fratelli d’Italia: «Stagione deludente la Fondazione va chiusa» Il primo cittadino ribatte: «Soddisfatto di Benedetti»
marina di pietrasanta. La Fondazione Versiliana? «Meglio chiuderla e pensare ad un Comitato di gestione». Proposta, quella a firma di Fratelli d'Italia, che arriva all'indomani dell'epilogo di una stagione di appuntamenti in chiaroscuro alla voce bilancio degli spettacoli.
«Parlare di morale alto per la stagione della Versiliana appena conclusa ci pare eccessivo: si passa infatti, come riportato da Il Tirreno nei giorni scorsi, dai 22.000 biglietti venduti nella stagione 2018 ai 15.000 della 2019, quella caratterizzata dal 40ennale del Festival. Il 32% in meno - fa sapere Massimiliano Simoni - che segna un assoluto flop di chi avrebbe dovuto garantire ben altri numeri, ovvero, nella sostanza, Il Fatto Quotidiano/SEIF SpA, che di quel cartellone ha firmato l’80% del palinsesto spettacoli. Gli spettacoli più gettonati che hanno salvato dal tracollo delle presenze, per intendersi Vittorio Sgarbi, Il Lago dei Cigni e Grigory Leps, sono stati prodotti da altri promoter. Senza parlare poi di un festival di prosa (che dovrebbe essere la sua eccellenza) senza prosa che è come dire di pensare un Festival pucciniano senza opere. Rimane pertanto la nostra perplessità - sottolinea Simoni - sul mantenimento in essere della Fondazione Versiliana. Come già detto, saremmo inclini a preferirne la sua chiusura, ipotizzando piuttosto la nascita di un comitato di gestione che sarebbe molto più coerente all’indirizzo che attualmente le viene dato».
«Tuttavia - prosegue Simoni - ci piace che siano coltivate le buone idee e che il presidente Alfredo Benedetti abbia recuperato le consultazioni già avviate nel 2015 con Giordano Bruno Guerri. La direzione migliore a nostro avviso sarebbe quella di un museo o centro studi dannunziano permanente nella Villa. Ottima cosa sarebbe far germinare anche i rapporti già all’epoca intrapresi con Castel Vecchio Pascoli e Bolgheri, per un’intesa culturale di più ampio respiro che coinvolga i sommi poeti D’Annunzio, Carducci e Pascoli».
Di tutt’altro parere il sindaco Alberto Giovannetti, che così replica a Simoni.
«È stata una bella stagione in linea con il progetto di rilancio che abbiamo chiesto al nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione - dice il primo cittadino Giovannetti - I tempi delle vacche grasse, dei contributi a pioggia, sono finiti: la Fondazione sta iniziando a camminare con le sue gambe. L’obiettivo è lo stesso della farmacia: la Fondazione deve vivere in maniera autonoma. Questo deve essere il grande risultato. Un passo alla volta. Una stagione alla volta. L’impegno del Comune quest’anno è già stato molto minore. Il Festival non deve essere un costo, ma un investimento. Ringrazio il presidente Benedetti per il grande lavoro ed impegno. Anche a livello umano è andato oltre le mie aspettative». —
L.B.
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