Il Tirreno

Versilia

l’addio 

Il pianto di Elena per Stefano: «Sei stato un padre stupendo»

Cesare Bonifazi
Il pianto di Elena per Stefano: «Sei stato un padre stupendo»

La compagna di Marchetti saluta l’amore di una vita e padre delle due figlie. «In molti mi sono stati vicino in questi momenti di dolore, li ringrazio tutti»

3 MINUTI DI LETTURA





PIANO DI MOMMIO. Solo adesso che le acque si sono calmate e la vita ricomincia lentamente, Elena Petralia ha il tempo per realizzare la scomparsa del suo compagno di una vita, Stefano Marchetti. Aveva appena 42 anni e due figlie. Ma il tempo è stato tiranno con lui: due anni fa un malore lo ha mandato all’ospedale strappandolo alla vita giovanissimo. Da quel giorno la vita si è fermata in un letto di ospedale e li si è spezzata la settimana scorsa. Stefano infatti soffriva di una malattia che lo ha portato al coma.

È rimasto ricoverato all’ospedale Versilia fino a venerdì quando il suo cuore si è fermato. Sulla frazione massarosese di Piano di Mommio, dove abitava insieme alla famiglia, è sceso il lutto. Martedì la chiesa del paese era piena di amici, di parenti e di tutti i conoscenti che sono andati a salutare Stefano, un uomo molto amato non solo dalla famiglia, ma da tutti quelli che incrociavano il suo sorriso all’hotel Royal oppure tra i tavoli del ristorante Amaro del centro. Elena ha deciso di lasciare su queste pagine l’ultimo saluto a Stefano e ringraziare le centinaia di persone che le sono state vicino, non solo in questi giorni ma anche negli ultimi due anni.

«Tantissime persone hanno speso tante belle parole per il nostro Stefanino in questi giorni, messaggi che sono arrivai dal profondo del cuore – scrive in una lettera accorata – adesso vorrei essere io, la sua compagna, a spendere due parole per ringraziare di cuore a nome mio e di tutta la famiglia tutti coloro che ci hanno sostenuto, che ci hanno accompagnato in questo ultimo viaggio. Ci siete stati vicini: con messaggi, abbracci e tanto affetto. Ricordo Stefano: nel 98 era un ragazzo di 21anni, era appena sceso da un aereo. Veniva da Londra aveva i capelli rasati il Barbour blu, le scarpe Adidas arancioni e un piercing al sopracciglio. Eravamo al pool jazz e io pensai tra me e me “chi è quel montato? ”. Non sapevo allora che dopo pochi mesi saremmo diventati inseparabili: una storia lunga 21anni che ci ha regalato Aurora e Sirya. Stefano era il più piccolo dei suoi fratelli, il più coccolato, per tutti è stata una perdita immensa. Era un ragazzo così tanto gentile e affettuoso: bastavano un paio d’ore con lui, bastava un suo sorriso e già lo avevi nel cuore. Amava il proprio lavoro e al ristorante Amaro aveva trovato una seconda famiglia. Vorrei ringraziare tutti i medici, gli infermieri, gli addetti alle strutture che hanno accudito con pazienza e amore non solo Stefano, ma anche tutti noi della famiglia in questi mesi di sofferenza».

Infine Elena saluta il suo amore: «Caro Stefano, sei stato un grande amore, un meraviglioso papà, un amorevole zio, un cognato e genero affettuoso. Eri sempre disponibile e di gran cuore. Sei stato un figlio e un fratello eccezionale, un cugino e un nipote insostituibile. Eri amicone per tutti e in tanti ti amavano. Adesso e per sempre ci sarà un buco nei nostri cuori con il quale saremo costretti a convivere. Ci mancherai tanto».

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.37424746:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2019/09/07/news/muore-giovane-padre-dopo-due-anni-in-coma-1.37424746]]

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa