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Ecco i dati ufficiali del superbatterio: sono otto i pazienti contagiati in Versilia

Cesare Bonifazi
Ecco i dati ufficiali del superbatterio: sono otto i pazienti contagiati in Versilia

L’agenzia regionale di sanità conferma anche un decesso legato al New Delhi. Altre cento persone in osservazione

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VIAREGGIO. Il superbatterio New Delhi ha colpito con forza anche la Versilia. È questo quello che emerge dai dati resi noti ieri dall’Ars, l’agenzia regionale di sanità. Il nostro nosocomio infatti è il terzo in Toscana per numero di casi di infezioni provocate dal batterio resistente agli antibiotici: se infatti a Pisa sono stati riscontrati 31 pazienti e 9 a Livorno, le città più colpite, ecco che al Versilia sono state rintracciate 8 persone. Il numero si riferisce ai casi di isolamento sanguineo, ovvero di infezione, riscontrati tra novembre 2018 e il 31 agosto 2019. In totale Ars parla di 75 pazienti in tutta la regione. Degli otto versiliesi, come conferma Ars, un decesso è avvenuto proprio nel nostro territorio. Ci sarebbero comunque altre persone attenzionate dall’Asl, si tratta di un centinaio di pazienti che possono essere venuti a contatto con il batterio qui da noi. Ma sono soltanto portatori e su di loro sono già in corso le terapie di contenimento.

«La differenza tra i portatori e i casi di isolamento non è solo semantica - spiega il dottor Fabio Gemmi dell’Ars che si occupa di studiare il caso - in tutta la Toscana sono stati trovati 708 ricoverati portatori del ceppo batterico: su questi ricoverati sono state applicate misure igieniche di contenimento. Queste persone non hanno sviluppato infezioni legate al New Delhi ma tracce del batterio sono state trovate tramite il tampone rettale. I casi invece di isolamento sono quelli in cui il superbatterio è stato trovato nel sangue. Secondo i nostri studi i casi sono risultati letali nel 40% dei pazienti con sepsi, percentuale paragonabile alla letalità per questa condizione causata da altri batteri resistenti agli antibiotici classici».

Il New Delhi è un batterio che si è evoluto per resistere agli antibiotici: fino a pochi mesi fa in Italia la sua presenza era stata riportata solo sporadicamente. Da novembre 2018 si è osservata una diffusione significativa, soprattutto nell’area nord-occidentale della Toscana. Pare infatti che proprio nella nostra regione abbia trovato il luogo in cui riprodursi: il New Delhi è stato identificato nel sangue di pazienti ricoverati con patologie gravi e confermati da test molecolari. I reparti più colpiti, secondo gli studi del dottor Gemmi sono la terapia intensiva, la Medicina e la riabilitazione. L’assessorato alla Salute ha costituito a maggio 2019 un’unità di crisi che ha prodotto un documento di indicazioni regionali per il contrasto alla diffusione dei batteri. Le Asl hanno messo in atto tutti gli interventi per sorvegliare l’evoluzione del fenomeno tramite screening attivo, rinforzando le procedure di prevenzione e controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie e adottando schemi terapeutici più adeguati per il trattamento delle infezioni.

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