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ambiente e economia

Una speranza per bagni e locali delle Marine: via al confronto sul piano integrato del Parco

Donatella Francesconi
Una speranza per bagni e locali delle Marine: via al confronto sul piano integrato del Parco

I concessionari delle strutture della movida a Torre del Lago chiedono di poter ottenere la destinazione ricettiva

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Non più Piani per le singole parti del Parco naturale, marine comprese, ma un Piano integrato del Parco cui l’Ente presieduto da Giovanni Maffei Cardellini ha già inviato in Regione. Piano integrato che vedrà - così spiega l’Ente Parco - «confronti pubblici, per assimilare i problemi e le conseguenti soluzioni e quelli delle procedure amministrative». Insomma, ci siamo: è arrivato il momento per mettere sul tavolo le richieste dei concessionari delle due Marine - Darsena e Torre del Lago -, i balneari ma anche i titolari dei locali. In particolare quelli di Torre del Lago che da anni, ormai, chiedono un ampliamento delle destinazioni d’uso per le strutture che ben altre stagioni gloriose hanno vissuto. In particolare la destinazione ricettive per trasformare gli ex locali del divertimento “by night” in bed&breakfast o case vacanza.

Il Parco delle spiagge è uno dei temi al centro del Piano integrato. Spiagge che «rappresentano il quadro paesaggistico e ambientale che unisce l’intero parco e sono la sintesi dei motivi per cui i due estremi - Viareggio con la Marina di Levante e Calambrone, devono stare insieme in uno sforzo di conservazione e di qualificazione di un territorio ormai unico». L’impegno dell’Ente Parco, delle sue strutture direttive e del suo presidente è così sintetizzato ne Piano: «Con il nuovo-Piano integrato, uno strumento più duttile di quello vigente e più propenso alla programmazione degli interventi, si affronteranno i temi legati alle problematiche urbanistiche, alle strutture edilizie, all’assetto del contesto urbanizzato con l’adeguata indicazione dei servizi necessari, alle destinazioni d’uso ammesse, al recupero di elementi di degrado che si riscontrano nei vari punti, alla definizione delle misure di conservazione necessarie per mantenere l’ambiente nelle varie riserve naturali». Per arrivare a definire tutto questo - si legge nel Piano - «ci vorranno i tempi necessari per i confronti pubblici, per assimilare i problemi e le conseguenti soluzioni e quelli delle procedure amministrative».

Una volta che il Piano tornerà al Parco dalla Regione si aprirà il percorso partecipativo, con un garante regionale. E sarà il momento in cui le categorie economiche diranno la loro. «Chiediamo che venga almeno conservata la precedente modalità di intervento», è la posizione di Alessandro Pardini, rappresentante dei balneari della Marina torrelaghese. Modalità che consentivano, continua pardini, «piscine, ampliamento del numero delle cabine, la realizzazione di strutture ombreggianti annesse a bar e cabine».

L’intento del Piano integrato fa ben sperare sull’esito del confronto, là dove si legge: «Non un parco dei divieti, ma un parco dell’organizzazione». Nel senso di «superare l’idea di un parco che dice sempre no, ma anche organizzare un parco che tutela il proprio territorio, che educa e non ha bisogno di reprimere». —


 

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