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E finalmente Sea ripulisce dai rifiuti gli scogli del molo di Viareggio

E finalmente Sea ripulisce dai rifiuti gli scogli del molo di Viareggio

Quando ormai l’estate è agli sgoccioli ecco l’intervento per rimuovere gli effetti di maleducazione e inciviltà

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VIAREGGIO. «Gli scogli aspettano le carezze delle onde: con gli schiaffi degli incivili non ci sarà un domani» scrive sulla sua pagina Facebook Fabrizio Miracolo, presidente di Sea Ambiente, a corredo del selfie pubblicato lunedì mattina che lo ritrae assieme a quattro operatori – giacca, cravatta e occhiali da sole lui, tute arancioni, casco giallo e pinze in mano loro – quando quel segmento di molo comincia ad assumere ben altro aspetto grazie a un intervento che rientra tra quelli straordinari. Riprendiamo la prima parte della frase sopracitata: «Gli scogli aspettano le carezze delle onde». E per questo occorrono una manciata di secondi appena. Ogni volta, tutte le volte.

Perché venissero liberati da qualsiasi genere di rifiuti, invece, si è dovuto attendere tanti mesi. Troppi. Compresi quelli estivi, durante i quali i turisti hanno loro malgrado visto un campionario talmente vasto da far inorridire: bottiglie di plastica e di vetro, spesso rotte e dunque potenzialmente pericolose, lattine, brick, carte intrise di olio, pacchetti e mozziconi di sigarette, scatole di medicinali e di polistirolo, scarpe, vestiti ridotti in brandelli e poi, per uscire dall’usuale, un gommone tranciato e pneumatici.

Una discarica a cielo aperto rimasta a lungo tale nonostante le proteste dei cittadini che il molo lo frequentano abitualmente oltre ai ripetuti articoli di denuncia pubblicati da questo giornale, l’ultimo la settimana scorsa. L’intervento di rimozione dei rifiuti – cominciato lunedì e proseguito ieri, comprensivo di restyling del muretto - è comunque da accogliere positivamente, trattandosi di uno degli angoli più iconici di Viareggio.

E qui veniamo alla seconda parte della frase di Miracolo: «Con gli schiaffi degli incivili non ci sarà un domani». Sarebbe l’ora, viene da aggiungere. Perché ogni volta gli effetti dell’operazione anti-degrado sono durati pochissimi giorni. La colpa è di chi getta rifiuti sul molo, infatti, rimanendo impunito. Che ne sia consapevole o meno, che lo faccia per abitudine o distrazione, sono aspetti marginali. E non bastano certo odi alla bellezza sui social network per spezzare il ciclo perverso: sporcizia-segnalazioni-interventi per rimediare. —
 

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