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la chiesa camaiorese 

Don Andrea sarà priore a Capezzano Pianore nel segno di Beniamino

Cesare Bonifazi
Don Andrea sarà priore a Capezzano Pianore nel segno di Beniamino

Dopo dieci anni come parroco nel capoluogo  andrà a dirigere la comunità della frazione e delle colline

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L’emozione è tanta, soprattutto perché il posto che andrà a occupare è quello di un parroco molto amato, don Beniamino Bedini, tragicamente scomparso in un incidente stradale nel maggio scorso.

Don Andrea Ghiselli, dopo dieci anni a Camaiore come parroco semplice, sarà dal prossimo 6 ottobre il priore di Capezzano e parroco delle parrocchie di Santa Lucia e Monteggiori. Lo ha deciso l’arcivescovo Paolo Giulietti che l’ha comunicato ieri sia a Ghiselli che alla comunità di Camaiore.

«Per me è una grande emozione - ha detto il prete al Tirreno - sicuramente è una notizia del tutto inaspettata. Ovviamente sono onorato di andare dove è stato don Beniamino e per questo voglio continuare la sua opera con i più giovani e con i gruppi di preghiera. Il suo lavoro è stato importante per la comunità ed è il motivo per cui è stato molto amato. Il mio intento dunque è quello di andare avanti in continuità con l’esperienza passata». Un’esperienza che ancora rimane nei cuori degli abitanti di Capezzano.

Ghiselli, di origine lucchese e poco più che 40enne, si è distinto negli ultimi anni per essere stato molto vicino ai più piccoli. In molti lo hanno apprezzato per la sua capacità di capire i ragazzi e per la sua voglia di essere un prete vicino alla sua comunità.

«Nel mese di ottobre prenderà possesso canonico della sua nuova casa - fanno sapere dalla parrocchia di Camaiore - Nel dispiacere di lasciarlo andare dopo tanti anni di ministero in mezzo a noi, gli auguriamo ogni bene per questo nuovo incarico. Saluterà la comunità di Camaiore domenica 22 Settembre, alle 18.30 in Collegiata».

Il suo mandato sarà pienamente rispettoso del proprio ruolo: «Non ho intenzione di essere uno di quei parroci “politici” - spiega - io sono un fiero sostenitore del principio “libera Chiesa in libero Stato”. E nel mio sacerdozio ho sempre dimostrato questo principio. Io faccio il parroco, la politica la facciano i politici: io mi dovrò occupare della fede dei miei compaesani». —





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