Sicurezza
Arrivano i primi sì dagli imprenditori «Ma deve esserci un progetto serio»
I rappresentanti di albergatori balneari e commercianti si rendono disponibili a mettersi a un tavolo e a contribuire al rilancio
Arrivano i primi sì degli imprenditori per far rinascere il Viareggio calcio. «Un sì di cuore – come spiega Sandra Lupori, presidente di Federalberghi – in attesa di capire se ci sarà un progetto credibile».
Intanto c’è la disponibilità a mettere attorno a un tavolo albergatori, balneari e commercianti, che a Viareggio è già un mezzo successo. Bisogna vedere se questo tavolo si farà e quanti “se” e “ma” verranno fuori: i precedenti, nel calcio come negli altri settori della vita cittadina, non sono incoraggianti. Viareggio non produce spesso risultati entusiasmanti quando c’è da fare qualcosa per la città e non per il proprio interesse.
«La scomparsa del Viareggio calcio – dice Pietro Guardi, presidente dei balneari – è un dispiacere enorme. È chiaro che ci vuole lo sforzo di tutti per risollevare la squadra. Noi come balneari ne parleremo nel nostro consiglio direttivo; se la città si mobilita anche noi faremo la nostra parte, mettendoci a un tavolo assieme alle altre associazioni di categoria». Anche per Guardi sono essenziali «la serietà e affidabilità dei personaggi coinvolti in un progetto di rinascita».
Piero Bertolani, presidente di Confcommercio, la vede così: «Parlo a titolo personale e non come rappresentante dei commercianti: io sono sempre stato vicino allo sport, per professione e per passione. Non a caso come Nike Alf sosteniamo diversi sodalizi cittadini. L’iniziativa privata – prosegue – è importante, ma è l’amministrazione comunale che deve fare da motore per il nuovo Viareggio. Siamo pronti a discuterne e a fare la nostra parte in futuro».
A quanto ammonterebbe questa parte? Per disputare un campionato di Eccellenza si parla di una somma tra i 200.000 e i 300.000 euro. Considerata la quantità di imprese, turistiche e non, che ci sono è una cifra alla portata. Ovvio che non si può mettere in piedi qualcosa che duri come il classico gattino sull’Aurelia: serve un piano a lungo respiro, che punti sui bambini e sui ragazzi.
Anche Alessandro Palagi, presidente del Centro giovani, si mette a disposizione: «Lo abbiamo fatto anche negli altri momenti in cui la squadra è dovuta ripartire, ed anche questa volta ci siamo. Andando in giro per l’Italia per la Viareggio Cup mi chiedono spesso della squadra di calcio. Adesso dire che non esiste più è davvero imbarazzante. Credo però che con un gruppo di lavoro serio, pur essendo ricaduti un’altra volta, ce la possiamo fare a rialzarci». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google