Il dolore
Buratti: risarcimenti per i balneari che perdono le aste
Il deputato del Pd: nel decreto che dovrà risolvere la questione bisognerà inserire delle forme di tutela per gli imprenditori e poi trattare con l’Europa
viareggio. Prevedere da subito i risarcimenti per i balneari che perderanno le aste. Andare a trattare con l’Unione Europea, sulla falsariga di quanto ha fatto il Portogallo. E provare a tenere aperta la speranza di evitare la messa a gara delle spiagge.
Umberto Buratti, deputato del Pd ed ex sindaco di Forte dei Marmi, traccia la linea che si dovrà seguire nei prossimi mesi per la soluzione della questione Bolkestein. Parole che pesano, considerato che i democratici sono la nuova maggioranza assieme al Movimento 5 Stelle. Senza contare che il turismo passerà nelle mani del ministro Dario Franceschini, compagno di partito di Buratti. Anche se il parlamentare fortemarmino precisa: «La mia è una lettura dei fatti, non la linea del Governo».
La prima cosa da fare sarà mettere nero su bianco il decreto del Presidente del Consiglio che dovrà dire come e a chi verranno affidate le spiagge in futuro. Buratti spiega che si parte dalla bozza dell’ex ministro leghista Gian Marco Centinaio, «anche se quel testo – dice – ha già suscitato le rimostranze dei sindacati balneari». Il perché è semplice: alla fine dei 15 anni di proroga concessi dal Governo nell’ultima legge di bilancio targata Lega-5 Stelle, ci saranno le “procedure di affidamento comparative” per l’assegnazione delle spiagge. Tradotto: le gare a evidenza pubblica, dette impropriamente “aste”, che impone la direttiva Bolkestein e che i balneari temono come la peste. E che ad oggi sono certe, almeno a partire dal 1º gennaio 2034. Salvo ulteriori mosse dell’Unione Europea che facciano saltare il banco: a quel punto le aste ci sarebbero nel 2021, cioè dopodomani.
«A mio modo di vedere – prosegue Buratti – il decreto va rivisto, inserendo elementi come il risarcimento per le imprese balneari che perdono l’affidamento della spiaggia. Servono, insomma, forme di tutela per gli imprenditori. Nel frattempo va avviata una trattativa con l’Unione Europea, che potrebbe essere agevolata dalla presenza alla Concorrenza di Paolo Gentiloni». È possibile che l’Italia venga sanzionata con una procedura d’infrazione per la proroga di 15 anni? Buratti è ottimista: «L’ultima legge di bilancio, che conteneva questo rinvio della questione al 2034, è stata vagliata e certificata dall’Europa. Io credo che si debba provare a prendere la strada già tracciata dal Portogallo, più che dalla Spagna. La situazione di quest’ultima è diversa dalla nostra». Lisbona ha previsto le aste per i propri litorali: ma se il titolare della concessione ha realizzato investimenti superiori a quelli previsti, oppure non è riuscito a rientrare degli investimenti stessi, può chiedere il rimborso di quanto speso o una proroga fino a 75 anni. Al di là di tutto, sarà difficile evitare le gare pubbliche. Anche se Buratti afferma: «La speranza c’è ancora». —
Matteo Tuccini
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