La protesta
Partiti i lavori per recuperare la Torre Medicea sull’Aurelia
È il primo dei tre interventi in programma, costerà duecentomila euro e servirà a scongiurare il rischio di un cedimento della struttura
Ha aperto il cantiere per il recupero strutturale e la messa in sicurezza della Torre Beltrame al Salto della Cervia: si tratta solo di un primo intervento per uno dei simboli della frazione di Strettoia Montiscendi. La Torre Medicea di Porta Beltrame, che domina lungo la via Aurelia, a cavallo tra Pietrasanta e Montignoso, ha iniziato in queste ore un lungo e delicato percorso di recupero, suddiviso in tre fasi-lotti, che dovrà riconsegnarla alla comunità in tutto il suo splendore. La Torre del Salto della Cervia versa da anni in uno stato di insopportabile abbandono, eppure costituisce un pezzo di storia della Versilia, che è sopravvissuto al passaggio di eserciti, a nuove destinazioni d’uso diverse da quella militare, ma ha rischiato di cedere di fronte all’incuria.
Il sito acquistato nel 2004 dal Comune di Pietrasanta oggi vede finalmente il cantiere che segue quello che aveva portato al recupero del pilastro dell’arco monumentale della Torre Beltrame a confine tra Pietrasanta e Montignoso. L’intervento, da parte del Comune di Pietrasanta, ha evitato all’arco di crollare causando un danno irreparabile per la struttura. Questo primo intervento di circa 200 mila euro è finanziato per tre quarti con risorse comunali e la restante parte, circa 32mila euro, con un finanziamento regionale. Per restaurare e recuperare il Salto della Cervia sarebbero necessari poco meno di 600mila euro, ma questo primo intervento pone freno al rischio più grande che era quello del cedimento della struttura.
Il Salto della Cervia è il biglietto da visita per il territorio di Pietrasanta per chi viene da nord: era il luogo di transito lungo l’Aurelia, un tempo collocata verso monte rispetto alla Torre e poi spostata verso mare, e faceva parte di un sistema più ampio di difese contro gli attacchi: lungo la Francigena, sorvegliava il lago Beltrame, oggi lago di Porta, assai più vasto dell’attuale è oggetto di contesa per la sua pescosità. Sotto i nobili di Corvaia, poi contesa tra Genova, Lucca e Firenze, passò definitivamente sotto i Medici con il Lodo del 1513, che costruirono sul precedente sistema fortilizio risalente al Mille la Torre la cui costruzione partì sotto Cosimo I e si concluse sotto Ferdinando I nel 1588. Da allora ha mantenuto il suo carattere di strategico presidio militare.
I locali si trovavano al primo piano dove si ci sono gli ambienti più belli, dove risiedeva il capo della guarnigione, mentre al piano terra vi erano dei locali di servizio e anche uno spazio per i carcerati. Il soppalco in legno per l’osservazione è andato perduto da secoli. Dall’800 il passaggio ai privati e la rapida decadenza: durante la seconda guerra mondiale anche l’esercito tedesco aveva occupato la Torre e due cannonate americane hanno ferito ma non distrutto la Torre, lo hanno quasi fatto l’incuria e la dimenticanza del dopoguerra, quando un laboratorio di marmo prima e un’officina meccanica si appoggiavano alla struttura, offendendo la storia millenaria della Torre. Oggi i primi segnali del recupero che sarà lungo prima che si possa davvero godere di nuovo di questo bene, ma almeno non cadrà, rischio tutt’altro che campato in aria. «Il recupero della Torre Beltrame è uno degli obiettivi di mandato - spiega il sindaco Alberto Giovannetti – e noi rispettiamo l’impegno con la comunita». —
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