Gioco
Il presidente lascia Verso la chiusura il centro commerciale naturale di Capezzano
Crisi nell’associazione degli esercenti della frazione Il direttivo: «Non siamo riusciti a conciliare le diversità»
C’erano i mercatini, le feste di paese, le iniziative, i piccoli concerti. Ma adesso quel bagaglio di esperienza e di iniziative che avevano animato Capezzano Pianore rischia di scomparire, lasciando il posto al nulla. A dirlo è lo stesso presidente, ormai dimissionario, del Centro commerciale naturale di Capezzano Andrea Giovannetti. L’uomo che ha guidato l’ultimo mandato del direttivo infatti presto lascerà la guida dell’associazione che riunisce i commercianti della frazione camaiorese. La ragione prima è la sua sopravvenuta incompatibilità con la carica: Giovannetti infatti ha trasferito altrove la propria attività e il regolamento stabilisce che si dovesse trovare sulla Sarzanese. Ma l’addio, che avverrà tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo, segnerà con molta probabilità la fine di un’esperienza decennale nel territorio del Centro commerciale naturale.
«Negli ultimi tempi gli associati hanno allentato la presa sulla partecipazione - dice Giovannetti senza alcuna polemica - è un fatto e non incolpo nessuno per questo. Tuttavia è anche vero che alle ultime riunioni, ormai da mesi, le presenze erano scarse e questo ha reso impossibile anche prendere decisioni sul futuro. Me ne vado perché non ho più i requisiti ma questo non significa che non abbia creduto nell’esperienza; tuttavia bisogna anche riconoscere anche quando questo tipo di esperienze non funzionano più. È davvero un peccato che non si sia riuscito a riproporre il collante che si era creato negli anni scorsi. Così è estremamente probabile, e dubito di sbagliarmi, che con la mia decadenza il Centro commerciale naturale semplicemente non esisterà più».
La versione viene confermata dal resto del direttivo, ormai ridotto all’osso: «Ovviamente ci auguriamo che non sia tutto già scritto - fanno sapere - e che in qualche modo si arrivi a trovare la soluzione per salvarci. Tuttavia dobbiamo ammettere che ormai da tempo l’interesse a proseguire da parte dei commercianti è calata. Dopo l’ultima festa ci siamo arenati e non è facile ripartire. I motivi sono molteplici: da una parte come direttivo dobbiamo fare mea culpa perché non siamo riusciti a mettere d’accordo realtà diverse, a questo va aggiunto che forse l’amministrazione avrebbe dovuto aiutarci di più. Pensavano che ce l’avremmo fatta con le nostre sole gambe, ma non è così. Per concludere, c’è da dire che tutte le esperienze dei Centri commerciali naturali locali stanno perdendo di forza perché spesso chi ne fa parte pensa si più al proprio orticello».
Sarà dunque il vicepresidente Antonio Tofanelli a traghettare l’associazione verso il tramonto. —
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