Il Tirreno

Versilia

lutto 

Muore giovane padre dopo due anni in coma

Cesare Bonifazi
Stefano Marchetti e il ristorante Amaro di Viareggio dove lavorava il giovane padre
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Stefano Marchetti e il ristorante Amaro di Viareggio dove lavorava il giovane padre

Lutto a Massarosa: aveva lavorato all’hotel Royal e al ristorante Amaro di Viareggio

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MASSAROSA. Non c’era persona che uscisse dal ristorante Amaro di Viareggio a cui non rimanesse impresso il sorriso di quel cameriere così gentile e spontaneo che si muoveva con gentilezza tra i tavoli.

Stefano Marchetti, 42 anni, era da un po’ che non era al lavoro e in molti si domandavano il perché. Ma la riservatezza è oro e la risposta era semplicemente «Stefano non lavora più qui, non sta bene». La verità era che Stefano stava male davvero: da due anni circa era ricoverato in ospedale. Il coma che lo ha tenuto nell’incoscienza per ben due anni, alla fine se lo è preso. A portarlo in quella condizione le conseguenze di un aneurisma.

Stefano era conosciuto nel mondo della ristorazione per la sua professionalità: aveva lavorato all’agriturismo Pieve De Pitti a Terricciola, ma in città tutti lo avevano visto prima al Grand Hotel Royal e soprattutto al ristorante Amaro nel quale ha servito ai tavoli fin dal momento in cui il locale ha aperto. Era nato a Pietrasanta ma abitava da anni a Piano di Mommio, nel Comune di Massarosa, insieme alla compagna Elena Petralia con cui aveva due bimbe piccole. Tanto che ormai era parte della comunità.

I cittadini di Piano di Mommio sono caduti nel lutto per quella piccola e giovane famiglia piena di vita, spezzata dalla malattia: in tanti nella giornata di ieri hanno provato a contattare la compagna di Stefano per le condoglianze. E in centinaia hanno voluto lasciare sui social network un messaggio di addio.

«Un gentile, un animo buono - lo ricorda il consigliere comunale Damasco Rosi - La vita con lui è stata ingenerosa, la vita a un certo punto gli ha voltato le spalle. Ha voltato le spalle a una persona per bene, ad un ragazzo dal sorriso contagioso, ad un amico di molti. Una perdita per la nostra comunità, per chi lo ha visto crescere e per chi è cresciuto insieme a lui. Un abbraccio alla sua famiglia, ai suoi fratelli, a sua moglie e alle sue bimbe. Ciao Stefano».

«In questa foto hai quel sorriso che tutti amavano - lo ricorda David Morelli, un ex collega del ristorante - hai persino la mia pochette nel taschino della giacca. È strano, oggi il caso ha voluto che fossi a pranzo da Amaro quando l'ho saputo. E stento ancora a crederci. Buon viaggio».
 

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