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Versilia

Il caso 

Moria di pesci a Lido «Il Consorzio non è responsabile»

Moria di pesci a Lido «Il Consorzio non è responsabile»

L’ente fornisce una versione differente rispetto a quella che Arpat ha dato al Tirreno. «I pesci erano già morti quando siamo intervenuti»

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lido di Camaiore. Il Consorzio di Bonifica si sgancia dalle accuse: «Non siamo stati noi a uccidere i pesci». Si parla della moria avvenuta sul canale Savoia a Lido in via del Paduletto.

«Dalla relazione redatta dall’Arpat non risulta infatti alcuna correlazione tra le operazioni di taglio della vegetazione e la moria di pesci, avvenuta prima che la ditta incaricata dal Consorzio intervenisse».

Arpat infatti aveva detto al Tirreno che non è stato lo sfalcio intorno al canale ma la movimentazione dei fanghi il 30 agosto, giorni prima del ritrovamento, a causare la mancanza di ossigeno nel canale in una situazione già compromessa.

«Nella relazione dell’agenzia regionale risulta che i pesci erano in stato di decomposizione quando è intervenuto il Consorzio – dice la nota dell’ente – segnale che l’evento della moria è avvenuto in un altro momento precedente ai lavori. Piuttosto nel rapporto dell’Arpat si evince uno stato di degrado e del corso d’acqua con fango anossico e maleodorante, stato che presume l’esistenza nel canale di scarichi non autorizzati. Il canale è pieno di rifiuti assimilabili agli urbani, che infatti sono stati raccolti dal Consorzio e poi smaltiti per competenza dell’amministrazione comunale».

Insomma nessuna responsabilità del Consorzio: «Ribadiamo che il compito istituzionale del Consorzio è di assicurare la funzionalità idraulica dei corsi d’acqua attraverso le manutenzioni e garantire il deflusso delle piogge con l’azione delle idrovore per evitare allagamenti. Da anni dimostriamo uno spirito di collaborazione con le amministrazioni, non ultimo in questa occasione in cui ha provveduto alla rimozione delle carcasse (11 in totale come certificato da Arpat e non decine come scritto sulla stampa) contribuendo fattivamente all’emergenza al fianco del Comune che è il soggetto competente». –

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