Sicurezza
Gas staccato a tutte le scuole della città e agli asili nido
Contatori piombati in tutti i palazzi comunali e ordinanza del sindaco che impone il ripristino della fornitura. La vicenda rischia di ripetersi in inverno
L’ordinanza del sindaco Giorgio Del Ghingaro - assolutamente dovuta - crea però un quadro inquietante: perché quei distacchi del gas che hanno interessato, per tutto l’inverno scorso, le palazzine comunali di via delle Catene e del Forcone, oggi riguardano tutti gli stabili comunali, scuole e asili nido compresi. Come da elenco di 46 immobili che il Comune ha allegato all’ordinanza rivolta a Toscana Energia, «quale società di distribuzione». Che ha ricevuto dalle società di fornitura del vettore energetico “Blue Power” ed “Esa Srl” una richiesta di chiusura dei contatori per forniture non pagate.
Ieri, l’ufficio stampa di Toscana Energia, contattato dal Tirreno ha assicurato che la società era già all’opera per spiombare i contatori in quanto «l’ordinanza del sindaco ha precedenza» sulle richieste delle aziende private che forniscono il gas. Se, però, le stesse dovessero avanzare una nuova richiesta di chiusura della fornitura, allora sarebbe necessaria una nuova ordinanza. Il che significa che si rischia un “balletto” di chiusure/aperture dei contatori che questa volta rischia di coinvolgere asili nido, scuole materne, elementari e medie.
L’amministrazione comunale di Viareggio ha da tempo avviato un contenzioso nei confronti del Consorzio nazionale servizi, vincitore di una gara nazionale Consip per la convenzione della gestione del calore cui il Comune di Viareggio ha aderito. Alcune delle imprese che dovrebbero garantire il servizio, all’interno del Consorzio, però sono in crisi nera. Crisi che si ripercuote sui pagamenti dei consumi degli immobili affidati alla gestione delle stesse aziende.
Come se ne possa uscire è davvero difficile da immaginare. Anche se sarebbe davvero necessario che l’assessore al sociale Gabriele Tomei tornasse a riferire nella commissione del consiglio comunale presieduta da Carlo Lippi, se non addirittura nel consiglio stesso, data la gravità del maxi distacco che ha reso necessaria l’ordinanza del sindaco nella quale si legge: «Risulta che tali utenze sarebbero ad oggi registrate, erroneamente, sotto la voce “altri usi” e quindi suscettibili di possibile disalimentazione, con le dirompenti, potenziali conseguenze» anche «sotto il profilo del danno alla salute pubblica ed all’ordine pubblico».
Insomma, scrive l’ordinanza, «trattandosi di servizi indispensabili per l’azione del bene comune a cui l’Ente è preposto, necessita con la massima urgenza ed indifferibilità la riapertura dei contatori di cui le utenze indicate». Soprattutto in vista della imminente riapertura delle scuole e soprattutto dei nidi nei quali è impensabile lavare i bambini con l’acqua fredda . —
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