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Arpat: la moria di pesci causata dai lavori di bonifica del fosso
Lido di camaiore. Rientrato l’allarme sui fossi di Lido di Camaiore. La moria di pesci che era stata segnalata nei giorni scorsi dall’assessore Anna Graziani non è stata provocata da malattie, batteri o agenti inquinanti.
Secondo i rilevamenti di Arpat, l’agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, la causa della morte delle decine di pesci sul fosso Savoia in via del Paduletto a Lido di Camaiore è stata semplicemente «anossia», ovvero la mancanza pressoché totale di ossigeno nell’acqua.
Gli esemplari di pesce sono stati rinvenuti nella mattinata di martedì ma, secondo i riscontri dei tecnici di Arpat, gli animali erano morti da tempo, dato che erano in un evidente stato di putrefazione. Evidentemente la mancanza di ossigeno è avvenuta prima del ritrovamento e la moria è venuta, per così dire, a galla perché nei giorni scorsi una ditta incaricata dal Consorzio di Bonifica ha fatto la pulizia dell’argine.
Ma proprio i lavori del Consorzio sarebbero una delle cause della moria: Arpat infatti riporta che i lavori eseguiti alcuni giorni prima abbiano complicato irreparabilmente una situazione già piuttosto compromessa.
«Nel canale di Lido di Camaiore - fanno sapere da Firenze - c’era poca acqua. Questo fa presupporre che già da tempo ci fosse una certa scarsità di ossigeno. Il 30 agosto scorso - aggiungono - una ditta incaricata dal Consorzio ha eseguito dei lavori di pulizia smuovendo una certa quantità di terra che ha fatto invadere il corso d’acqua di fango, togliando di fatto l’ossigeno ai pesci». —
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