Gioco
Disabile dopo l’incidente: «Ridatemi il lavoro e la dignità»
Cinzia Salernitano, 54 anni, è in carico alla Asl che le ha offerto un posto a tempo pieno, per 150 euro al mese, in un supermercato della Versilia
Ha coraggio da vendere, Cinzia Salernitano, 54 anni, rimasta invalida al 50% dopo un terribile incidente stradale nel 2010. Da inizio anno ha iniziato a raccontare il proprio calvario nel mondo della ricerca di una occupazione. Ed oggi lancia l’ennesimo appello: «Ridatemi la forza di andare avanti, la dignità di sentirmi una persona inclusa nella società, e non emarginata». Nel corso di questo anno, tramite il Servizio sociale Asl, Salernitano - nel corso dell’estate che va a finire - si è vista offrire un orario di lavoro full time in un supermercato, tutti i giorni per la cifra di 150 euro al mese. All’interno di un progetto di tipo “socio terapeutico”. «È successo», racconta Cinzia, «che una assistente sociale della Asl Versilia, per darmi una possibilità, mi inserì in questi percorsi che sono per il disagio psichiatrico. Io accettai, salvo poi chiedere di poter uscire da questa, diciamo, “classificazione”».
Invece Cinzia in questa categoria è inserita ormai per la Asl Toscana Nord Ovest. Che l’ha in carico, dunque, non come disabile motoria. Dunque, alla signora Salernitano, «possiamo offrire occasioni che non sono lavori. Sono occasioni per uscire di casa». Se Cinzia fosse presa in carico come disabile fisico potrebbe usufruire dei fondi che il Comuni mettono a disposizione delle Asl: ma la cifra rimane più o meno la stessa. Altrimenti «per un lavoro vero la signora deve rivolgersi al Centro per l’impiego». Cosa che la signora Salernitano ha fatto. Inviando il proprio curriculum anche alle agenzie di lavoro interinale: «Ho fatto un sacco di domande», prosegue il racconto della donna, «per lavorare nei supermercati. E mi sono rivolta ad una agenzia. Mi hanno chiamato dicendomi che mi avrebbero ricontattato per lavorare stagionale. Ma l’estate è passata e non è arrivata nessuna proposta. Questo silenzio mi fa molto male. La nostra Repubblica è fondata sul lavoro e non sullo sfruttamento dei poveri e sull’emarginazione».
A questo si aggiunge che il regolamento interno della Asl Toscana Nord Ovest stabilisce che per chi ha oltre 50 anni non c’è possibilità di un percorso lavorativo, al di là dei percorsi socio-terapeutici:«I fondi sono pochi e se ci sono due soldini vengono investiti sui giovani psicotici che sono in aumento a causa dei consumi di alcol e cocaina».
Ma anche per i più giovani non “butta” per niente bene là fuori nel mondo: «Con la Regione Toscana abbiamo inserito una decina di giovani della Versilia Nord in ambito lavorativo con il progetto “Valore”. «Terminato il percorso nei supermercati del territorio, che prevedeva un contributo di 500 euro a persona ed un percorso di vera e propria formazione», spiegano alla Asl, «nessuno però è stato assunto, perché c’è crisi». Un quadro decisamente a tinte fosche. —
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