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la polemica 

Cento giovani calciatori di Stiava rischiano di non avere un campo

Cesare Bonifazi
Cento giovani calciatori di Stiava rischiano di non avere un campo

La società Pdc-Stiava denuncia: «Non ci vogliono assegnare l’impianto» L’amministrazione replica che il vecchio contratto di utilizzo non era valido

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Ci saranno cento ragazzi di Massarosa, appassionati di pallone, che rischiano di non avere più un posto dove allenarsi. È questo l’allarme che lancia Adriano Fenzi della società Pdc-Stiava che sta combattendo contro l’amministrazione per vedersi riconoscere il diritto a utilizzare quel campo dopo che l’ha gestito fino a questa primavera. I tesserati di questa società, come detto, sono circa un centinaio e le squadre giocano in terza categoria e negli Juniores regionali.

Fenzi e i suoi stavano sul campo per un accordo, non vincolante per l’amministrazione, con un’altra società di Stiava che aveva la titolarità della gestione. La società in questione si è ritirata dall’elenco della Figc quindi non più nei giochi.

Il noto per Fenzi sembrava che si potesse sciogliere a giugno quando l’amministrazione comunale aveva fatto un bando di manifestazione d’interesse per ridare la gestione del campetto di Stiava. La Pdc-Stiava si è presentata insieme ad altre due società (il Corsanico, il Massarosa Academy) e hanno fatto un’associazione temporanea d’impresa. Contemporaneamente però si è presentata per l’utilizzo del campo anche la società di Piano del Quercione.

La questione adesso diventa spinosa perché Fenzi accusa l’amministrazione di tenere in scacco le quattro società per il volere del Piano del Quercione: «L’amministrazione ci ha chiesto di metterci d’accordo con loro e noi avevamo aperto a concedere al Piano del Quercione - dice Fenzi - non si capisce perché l’amministrazione non può semplicemente affidare alla nostra società temporanea, che ne comprende tre associazioni sportive che sono pienamente d’accordo sulla linea da tenere. Eppure è così: la volontà di una società da cinquanta tesserati ne tiene ferme tre che, insieme, ne hanno circa 200. Il tutto senza dare alcuna spiegazione». Fenzi e l’amministrazione hanno avuto anche una riunione di fuoco questo martedì: le parti ovviamente non si sono accordate ma l’amministrazione ha deciso di non rimandare ulteriormente gli indugi e di dare tempo fino al prossimo lunedì per accordarsi: «Non si può procedere all’affidamento diretto - ha detto il vicesindaco Franco Simonini - quindi la Fdc deve capire che le pretese che aveva avanzato finora si basano su un titolo che non ha alcun valore».

Intanto la Fdc pensa al campo: «Dall’inizio di agosto il campo è chiuso e ci sono lavori da fare (circa 3mila/3.500 euro) - conclude Fenzi - la struttura sta andando in malora per questa trafila senza senso». —

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