Il Tirreno

Versilia

Gara per liberare il fondale del porto da 110.000 metri cubi di sedimenti

Donatella Francesconi
Gara per liberare il fondale del porto da 110.000 metri cubi di sedimenti

L’intervento è quello biennale, in attesa che la Regione finanzi il sabbiodotto progettato dalla Autorità portuale regionale

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Non è stata un’estate facile quella che va a concludersi sul fronte della sabbia che rende difficile entrare ed uscire dal porto di Viareggio. Almeno tre i casi di insabbiamento noti, uno dei quali ha visto in serio pericolo una barca a vela, e la conclusione è sempre la più facile: Portolano non seguito alla lettera e manovra sbagliata. In un quadro dal quale, però, non si può prescindere: per entrare in porto a Viareggio la manovra è complessa, porta fino in piazza Mazzini, è necessario imboccare il “canale” di fondale giusto. Non nel porto di chissà dove, ma in quello che si vanta di ospitare la costruzione della grande nautica mondiale.

Così autunno porta la nuova gara per il dragaggio autunno/inverno. Centodiecimila metri cubi di sedimenti da rimuovere nel biennio 2019-2020. Per un importo di gara d’appalto parti a 783.200 euro, scadenza il 29 di agosto per le aziende del settore che avessero inteso farsi avanti. Aggiudicazione dell’appalto per il minor prezzo, con l’invito alla consultazione - da parte dell’Autorità portuale regionale - «di tutti gli operatori economici che hanno manifestato l’interesse».

In realtà, quest’anno, di avvisi a farsi avanti per dragare il porto di Viareggio sembrerebbe esservene stati due: in Rete, infatti, si trova quello scaduto il 9 agosto, mentre il segretario della Authority, Fabrizio Morelli, rispondendo ad una domande del Tirreno nei giorni scorsi rispondeva: «La gara dell’escavo è in corso, 29 agosto termine offerta».

Comunque sia è fondamentale che ottobre trovi la draga in acqua, esigenza forte che i cantieri della Darsena vanno ripetendo ormai da mesi. E chissà se sarà la fine del 2019 quella della riapertura del confronto in città sul tema del sabbiodotto, opera fissa per il dragaggio, presentata dalla Autorità portuale ormai nel lontano 2014 e che il presidente della Regione, Enrico Rossi, proprio nel corso di questa estate si è detto disponibile a finanziarie (servono 5milioni) nei meandri dell’avanzo di bilancio, a fine anno.

Intanto, però, si procede come sempre: escavo autunnale, 540 giorni di lavoro comprensivi del periodo di sospensione (aprile 2020-settembre 2020) decorrenti dal verbale di consegna dei lavori, probabile integrazione dell’appalto a secondo delle mareggiate invernali, interruzione nell’estate, e qualche cero acceso sperando che Nettuno sia clemente con Viareggio per la prossima estate.

Il presidente Rossi si è anche impegnato a fornire a breve una risposta ad una richiesta storica dei cantieri navali: il dragaggio delle darsene dove ormeggiano le imbarcazioni, non senza quale difficoltà logistica. La “sentenza” è tra le più attese in porto. —



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