Italia
La fila all’ingresso sembra davvero non finire mai
VIAREGGIO. Non importa che il pomeriggio sia primo o tardo. La processione laica dei fedeli(ssimi) di Jovanotti perdura incessante anche quando ormai lo show è cominciato da diverse ore. Un pellegrinaggio di rumorosa felicità lungo via Menini, via Salvatori e le ultime due curve prima della spiaggia del Muraglione. La mecca del divertimento e della musica. Da cantare, da ballare. "Motore, azione. Motore, azione". Lorenzo Cherubini, dal palco, lo ripete tante di quelle volte che par'essere un input, impattante nella sua semplicità, da recepire e seguitare nel concreto. Chi è fuori, lo capisce benissimo. E sul viale Europa sono in centinaia e pure di più, al punto da creare un lungo serpentone. Immagine dell'attesa - fervente ma composta - di entrare e godersi lo spettacolo. Sarà l'atmosfera, sarà la convinzione che la parte migliore (quella serale) non se la perderanno. Eppure non si lamentano, non si arrabbiano, non reclamano a gran voce di velocizzare le operazioni d'ingresso. Chi con in mano una birra, chi con una sigaretta in bocca, comunque tutti sorridenti. Avanzano a passi così piccoli da sembrare impercettibili. Nel pre-cena fa (assai) meno caldo rispetto al post-pranzo, il che un po' di sollievo lo genera. Ma loro non ci pensano, volgono orecchie e occhi verso quella mecca ogni minuto più vicina, sino a raggiungerla. Motore, azione. —
G.N.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google