Il Tirreno

Versilia

LA CITTà CHE NON VA 

Ancora rifiuti tra gli scogli il molo di Viareggio è come una discarica a cielo aperto

G.N.
Ancora rifiuti tra gli scogli il molo di Viareggio è come una discarica a cielo aperto

Bottiglie di vetro, bicchieri d plastica, scatole di polistirolo: uno spettacolo osceno di fronte ai turisti  che passeggiano verso il mare

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Una bottiglia di Merlot Veneto del 2018 vuota e bicchieri di plastica tutt’intorno. La pagina di attualità di Al Bayane, quotidiano marocchino. Mattoni. Scatole di polistirolo. Il molo è una discarica a cielo aperto: in mezzo agli scogli si trova di tutto e non è una banale espressione. Rifiuti abbandonati al loro (mesto) destino, tra gli sguardi ora inorriditi ora rammaricati di chi passa di lì, fosse solo una volta o ogni giorno.

Di fronte a tanto degrado, i ripetitivi richiami alla bellezza di sindaco e amministratori stridono come gessi sulla lavagna. Anche perché il problema – va dovutamente specificato – si trascina da mesi. Anni.

Si aggiunga pure che i pochi interventi degli operatori di Sea Ambiente (rientrano tra quelli straordinari, non sono dunque effettuati in base ad una precisa calendarizzazione) vengono vanificati, in una manciata di giorni, dalla dilagante inciviltà delle persone che sul molo magari decidono di mangiarci per godersi appieno lo spettacolo del tramonto, lasciando però carte intrise di olio, lattine, bottiglie di plastica o peggio ancora di vetro, queste ultime spesso rotte, facendo sì che gli scogli, oltre a essere brutti a vedersi, siano pure pericolosi. E poi ancora pacchetti e mozziconi di sigarette, sacchetti, thè in brick, cartoni, scatole di farmaci.

In passato erano stati gettati persino pneumatici, ombrelli e scarpe vecchie.

Imbarazzante degrado, per quello che viene sì considerato uno degli angoli simbolo della città, ma solo a parole.

Gli spazi vuoti tra uno scoglio e l'altro sono colmati da erbacce che crescono in anarchia e rifiuti di ogni genere. In passato alcuni cittadini organizzavano delle iniziative spontanee: si riunivano e “armati” di guanti, sacchi neri e tantissima buona volontà rimuovevano ciò che trovavano. Era un rimedio, certo, non la soluzione. Che deve essere trovata. Definitivamente e in tempi rapidi. Per non essere costretti ogni volta denunciare un degrado inaccettabilmente imperante. I social network possono trarre in inganno, la realtà no. —

G.N.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web