Gioco
Successo di Lido Cult la manifestazione che anima l’estate
lido di camaiore. Diciotto incontri. Sui temi più disparati, da quelli più leggeri – nel senso calviniano del termine – ad argomenti assai più impegnativi e d’indiscussa rilevanza sociale. E un pubblico variegato, trasversale, ma soprattutto attento e interessato. È appena passata agli archivi la quarta edizione dei talk show di Lido Cult organizzati dall'Abc nella piazza davanti al pontile, la prima sotto la direzione artistica dell’autrice Rai Laura Muzzupappa con la consulenza di Marco Aureli, ed è già tempi di bilanci. Positivi, secondo la curatrice stessa del cartellone.
«Quando ci contattò Maria Bracciotti dall’Abc, l’associazione che riunisce albergatori, balneari e commercianti di Lido di Camaiore, ci venne proposto di metter su un cartellone diverso, innovativo – racconta Muzzupappa – non dovevano esserci solo personaggi, per così dire, nazionalpopolari ma anche temi sociali». Diciotto, come detto, gli incontri preparati per la quarta edizione, tutti condotti da Claudio Sottili. Ospiti non sempre uguali, ma con un fil rouge a unirli: «Volevamo parlare di giornalismo, tv e lettura e delle influenze reciproche fra questi mondi. Non è stato però un cartellone “serioso”: abbiamo discusso anche di temi frivoli, di gossip, abbiamo giocato… D’estate va bene tutto. Non a caso ci siamo ritrovati di fronte un pubblico ogni volta diverso, che ha abbracciato più generazioni, fatto di persone venute appositamente per un determinato ospite».
Impossibile indicare l’incontro che più di altri ha funzionato. Forse proprio perché ognuno aveva, e raccontava, una storia diversa: «La sfida più intrigante è stata sicuramente portare sul palco di Lido Cult lo spettacolo teatrale di Sasà Striano. Un vero azzardo, eravamo su un lungomare, mica in un teatro chiuso. E invece chi è arrivato è poi rimasto ad ascoltare». E poi? «E poi quello con Paolo Borrometi e Dina Lauricella sul giornalismo contro le mafie: un messaggio forte che è arrivato al pubblico. Ma non potrei certo dimenticare le chiacchierate con Domenico Iannacone, che conosco bene e fa un ottimo lavoro d’inchiesta. O con Maria Giovanna Elmi, la più cult fra gli ospiti, che è nella memoria collettiva di tutti noi. O con Armando Punzo, che porta la cultura nelle carceri e vede i detenuti come attori teatrali».
Intanto si guarda già all’anno venturo: «L’idea di andare avanti c’è: vorremmo ripetere l’esperienza facendo tesoro dei suggerimenti che ci sono arrivati e valorizzando ulteriormente quello che è piaciuto al pubblico». —
Simone Pierotti
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