Il Tirreno

Versilia

Trentamila avvisi di pagamento in Versilia per il ticket non pagato al pronto soccorso

Matteo Tuccini
Trentamila avvisi di pagamento in Versilia per il ticket non pagato al pronto soccorso

L’obiettivo dell’Asl è recuperare 430.000 euro che avrebbero dovuto versare i codici bianchi e azzurri, i casi meno gravi

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VIAREGGIO. Riparte la caccia agli evasori della sanità. Ed è una caccia grossa. Decine di migliaia di pazienti avrebbero dovuto versare il ticket, ma non lo hanno fatto, per casi non gravi di pronto soccorso, per visite saltate e non disdette, oppure per visite svolte regolarmente.

Gli avvisi di pagamento sono già stati inviati o sono in arrivo in Versilia: soltanto per il pronto soccorso sono oltre trentamila. L’emergenza-urgenza, nell’idea della stragrande maggioranza della popolazione, è totalmente gratuita: non è così. Non sono tenute a dare alcun euro le persone che arrivano con codice rosso, giallo o verde, cioè le più gravi, perché a rischio della vita o perché vanno monitorate con attenzione a causa di rischi potenziali. I codici bianco e azzurro, quelli meno gravi, sono chiamati a versare un ticket fino a 50 euro. Fino a poco tempo fa l’Asl richiedeva anche il cosiddetto contributo per la digitalizzazione: 10 euro per la diagnostica per immagini, cioè ecografie, radiografie, Tac e così via. Ma da aprile quella sovrattassa è stata abolita.

Di conseguenza, i 31.294 pazienti che nel 2015, 2016 e 2017 non hanno pagato il ticket per situazioni da codice bianco e azzurro dovranno sborsare un totale di 431.000 euro.

Nel piano di recupero crediti dell’Asl ci sono anche le mancate disdette. In pratica, chi prenota un esame o una visita e non si presenta deve fare la disdetta con 48 ore di anticipo: altrimenti si è tenuti a saldare il ticket come se l’esame e la visita fossero stati svolti regolarmente. In questo caso gli avvisi di pagamento inviati sono 7.304, per un totale di 200.417 euro, relativi a prestazioni sanitarie del 2016 e 2017.

Infine, sono in corso di invio gli avvisi per 3.568 persone che si sono sottoposte ad accertamenti medici e non hanno sborsato quanto dovuto. Come si sa, la ricevuta di avvenuto pagamento del ticket viene richiesta al momento della visita: quindi com’è possibile? Nella maggioranza dei casi si tratta di falsi esenti, cioè pazienti che sostengono di non dover dare nulla per l’accertamento medico, perché disoccupati o perché sono a basso reddito. Esenzioni che, alla prova dei fatti, non hanno trovato riscontro. Non ci sono solo furbetti, anche se questa è una categoria ben presente: c’è anche chi era disoccupato e non lo è più, oppure chi ha avuto un miglioramento della propria situazione economica. L’importo complessivo di questa parte del piano di recupero crediti è di 46.555 euro, tutti soldi che avrebbero dovuto essere incassati nel 2018. Tra questi ci sono anche esami svolti dal laboratorio di analisi dell’Asl. —


 

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