Gioco
Trentamila avvisi di pagamento in Versilia per il ticket non pagato al pronto soccorso
L’obiettivo dell’Asl è recuperare 430.000 euro che avrebbero dovuto versare i codici bianchi e azzurri, i casi meno gravi
VIAREGGIO. Riparte la caccia agli evasori della sanità. Ed è una caccia grossa. Decine di migliaia di pazienti avrebbero dovuto versare il ticket, ma non lo hanno fatto, per casi non gravi di pronto soccorso, per visite saltate e non disdette, oppure per visite svolte regolarmente.
Gli avvisi di pagamento sono già stati inviati o sono in arrivo in Versilia: soltanto per il pronto soccorso sono oltre trentamila. L’emergenza-urgenza, nell’idea della stragrande maggioranza della popolazione, è totalmente gratuita: non è così. Non sono tenute a dare alcun euro le persone che arrivano con codice rosso, giallo o verde, cioè le più gravi, perché a rischio della vita o perché vanno monitorate con attenzione a causa di rischi potenziali. I codici bianco e azzurro, quelli meno gravi, sono chiamati a versare un ticket fino a 50 euro. Fino a poco tempo fa l’Asl richiedeva anche il cosiddetto contributo per la digitalizzazione: 10 euro per la diagnostica per immagini, cioè ecografie, radiografie, Tac e così via. Ma da aprile quella sovrattassa è stata abolita.
Di conseguenza, i 31.294 pazienti che nel 2015, 2016 e 2017 non hanno pagato il ticket per situazioni da codice bianco e azzurro dovranno sborsare un totale di 431.000 euro.
Nel piano di recupero crediti dell’Asl ci sono anche le mancate disdette. In pratica, chi prenota un esame o una visita e non si presenta deve fare la disdetta con 48 ore di anticipo: altrimenti si è tenuti a saldare il ticket come se l’esame e la visita fossero stati svolti regolarmente. In questo caso gli avvisi di pagamento inviati sono 7.304, per un totale di 200.417 euro, relativi a prestazioni sanitarie del 2016 e 2017.
Infine, sono in corso di invio gli avvisi per 3.568 persone che si sono sottoposte ad accertamenti medici e non hanno sborsato quanto dovuto. Come si sa, la ricevuta di avvenuto pagamento del ticket viene richiesta al momento della visita: quindi com’è possibile? Nella maggioranza dei casi si tratta di falsi esenti, cioè pazienti che sostengono di non dover dare nulla per l’accertamento medico, perché disoccupati o perché sono a basso reddito. Esenzioni che, alla prova dei fatti, non hanno trovato riscontro. Non ci sono solo furbetti, anche se questa è una categoria ben presente: c’è anche chi era disoccupato e non lo è più, oppure chi ha avuto un miglioramento della propria situazione economica. L’importo complessivo di questa parte del piano di recupero crediti è di 46.555 euro, tutti soldi che avrebbero dovuto essere incassati nel 2018. Tra questi ci sono anche esami svolti dal laboratorio di analisi dell’Asl. —
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