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Il Parco compie 40 anni: ecco come e perché è nato
L’ex sindaco di Vecchiano e presidente dell’ente Giancarlo Lunardi ripercorre le fasi storiche che hanno portato alla sua istituzione con legge regionale
I circa 25mila ettari dell’area costiera, delimitata a sud dal canale scolmatore ed a nord dalla città di Viareggio, si sono mantenuti fino al secondo dopoguerra pressoché intatti nella loro meraviglia paesaggistica, ambientale e naturalistica. Migliaia di ettari di zone agricole e di boschi, ai quali fanno da corona le spiagge con stupendi sistemi dunali, le aree umide e il lago di Massacciuccoli, conosciuto nel mondo per aver ispirato immortali opere pucciniane.
Un’area vastissima e pregiata sul cui inserimento in un parco nazionale si pronunciarono favorevolmente nel 1948 la Società botanica italiana, nel 1953 l’Accademia dei lincei e nel 1962 il consiglio delle Facoltà matematiche, fisiche e naturali dell’Università di Pisa e la stessa Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali. Nel 1965, come scrive Antonio Cederna in un articolo pubblicato su “Il Corriere della Sera” del 1° maggio 1970, intitolato “Migliarino: una macchia minacciata”, Italia nostra riunì a Pisa scienziati, urbanisti e forestali, che illustrarono l’enorme valore paesistico e naturalistico dell’auspicato parco nazionale e le sue finalità sociali.
Ribadirono, inoltre, l’assoluta necessità della conservazione integrale della foresta costiera per la sua essenziale funzione di consolidamento del suolo, di difesa delle colture retrostanti, di regolazione idrica e termica.
Una proposta di legge per l’istituzione del parco nazionale, inserito in un piano comprensoriale esteso da Viareggio fino a nord di Livorno (firmatari Francesco Malfatti, Lionello Raffaelli ed altri), viene presentata in Parlamento nel 1965 e ripresentata nel 1969, ma mai discussa. Intanto, negli stessi anni ‘50-‘60, in pieno miracolo economico, a Vecchiano viene approvata dalla giunta comunale Pci-Psi una convenzione con la famiglia Salviati, con la quale, in cambio della realizzazione dell’antica aspirazione all’apertura della via del Mare, veniva concordato l’inserimento nel piano regolatore intercomunale Vecchiano-Viareggio di enormi lottizzazioni edilizie, con finalità turistiche, balneari e residenziali. Ma proprio in quella fase storica si affaccia sul piano politico e amministrativo una generazione che si fa portatrice di valori nuovi, in piena sintonia con il più avanzato mondo culturale e scientifico del nostro Paese.
Non meno attivo era per la prima volta un mondo esterno ai partiti, formato da cittadini, soprattutto giovani, che intendevano innovare un contesto politico e culturale ormai superato dai tempi nuovi (da tenere presente che in Italia, così come in tutto il mondo, si stanno manifestando i prodromi del ‘68).
In questo quadro il Pci attuò un forte rinnovamento generazionale che aveva come obbiettivi la tutela dell’ambiente, la lotta alla speculazione edilizia e alla distruzione del territorio. Nel 1964 si tennero a Vecchiano le elezioni amministrative e il Pci, nel pieno di questa transizione, subì una pesante sconfitta. Nacque un’alleanza Psi–Dc–Pri che pose al centro del suo programma proprio il progetto di lottizzazione della pineta di Migliarino.
Quando tutto sembrava perduto, quella nuova generazione, nella quale emergevano Tiziano Raffaelli, Emilio Spinesi, Fausto Guccinelli, Mauro Tolaini, Piero Lomi e altri, mise in moto una forte iniziativa culturale e politica, che trovò ampio riscontro sia nella popolazione che in eminenti personalità della cultura italiana, come Antonio Cederna, Giovanni Spadolini (allora direttore del Corriere della Sera), Giuseppe Montalenti, Livio Trevisan e altri ancora.
A fronte di tutto questo la Giunta Comunale di Vecchiano, composta dal Psi, dalla Dc e dal Pri, mise il consiglio comunale davanti al fatto compiuto e alla 4 di notte della seduta del 20 agosto 1969 venne approvato il piano regolatore generale che prevedeva l’edificazione di alcuni milioni di metri cubi di cemento nella Macchia di Migliarino, prevedendo di insediarvi una popolazione di circa 30 mila abitanti. A questo aveva portato una storia di pressioni politiche, di cedimenti ministeriali e di baratti tra i partiti di governo. Contro questo piano regolatore generale, nel 1970, nacque a Vecchiano il Cip, Comitato iniziativa parco, che raccolse oltre 12 mila firme, che poi saranno consegnate al presidente della Regione Toscana e che rappresenteranno l’inizio dell’iter che porterà alla nascita del Parco regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Mentre continuava la mobilitazione nelle piazze, nel 1971, il ministro dei Lavori pubblici, il socialista Salvatore Lauricella, a seguito dell’autorevole parere negativo del Consiglio superiore dei lavori pubblici, bocciò il piano regolatore di Vecchiano.
Il 13 dicembre 1979, la Regione Toscana istituì il Parco naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli con la legge regionale numero 61.
Ma negli anni ‘70, prima di arrivare a questo straordinario risultato, si verificarono due fatti di grande importanza: anzitutto la Regione Toscana respinse il piano del litorale pisano che prevedeva anch’esso vaste speculazioni edilizie, fra le quali la più ampia e anche la più nota era quella della Pisorno, nell’ambito degli stabilimenti cinematografici nel frattempo acquistati da Carlo Ponti e ad oggi denominati Cosmopolitan; poi i nuovi equilibri politici nazionali determinarono anche a Vecchiano un riavvicinamento tra Pci e Psi, che, dopo due anni di commissariamento del Comune (1970-1972), portò alla formazione di una giunta di sinistra presieduta dal giovane socialista Giuseppe Cola.
Nel 1974 il consiglio comunale di Vecchiano approvò il piano di fabbricazione, primo strumento urbanistico nella storia del territorio comunale, con il quale fu assegnato indice di fabbricabilità zero a tutta la macchia di Migliarino a partire dall’area già lottizzata della Bufalina, al confine con il Comune di Viareggio. Una scelta coraggiosa, alla quale aveva lavorato in prima persona, con competenza, il vicesindaco Emilio Spinesi, che coronò una fase di grandi lotte e aprì la strada alla definitiva approvazione della Legge regionale di istituzione del Parco, votata dal Consiglio Regionale della Toscana proprio 40 anni fa. –
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