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Ex Fervet, la proprietà contesta: «Non ci sono spazi per il recupero»
VIAREGGIO. Tra le aree di trasformazione urbana per le quali il Comune di Viareggio ha riaperto la possibilità di presentare osservazioni c’era anche quella ex Fervet, in via Indipendenza. Snodo centrale per le decisioni che saranno prese in materia di proseguimento dell’asse di penetrazione da via Pisano alla stessa via Indipendenza e poi al porto. La proprietà dell’area - il “Centro Nautico Toscana”, legale rappresentante l’imprenditore della nautica Giuseppe Balducci - è tornata a presentare le proprie osservazioni.
Prima tra tutte quella sulla metratura dell’area: «La superficie complessiva del lotto», viene rilevato, «è stata ridotta di 10.672 metri quadri». Inoltre, continua la proprietà, c’è «una differenza sostanziale tra superficie utile lorda esistente stimata e quanto concesso in termini di recupero. Tale scelta, seppur configurata come compensazione urbanistica, rende l’intervento di recupero di difficile attuazione, anche a fronte delle aree in cessione».
E non solo. Perché - viene contestato - «il disegno proposto relativamente ai comparti non tiene alcun conto dell’attività produttiva in essere nell’ambito dell’area, rendendo di fatto impossibile una progressiva attuazione delle opere e soprattutto costringendo la proprietà a dotarsi di nuovi edifici per il proseguimento dell’attività stessa».
Una delle osservazioni è relativa anche al tracciato della strada che dalla rotonda di via Pisano deve arrivare fino a via Indipendenza, all’altezza di via Virgilio, come da progetto del Regolamento urbanistico: «Il tracciato deve essere parallelo all’attuale muro di recinzione che delimita l’area. La dimensione dell’infrastruttura viaria deve esser di 20 metri nel suo sviluppo complessivo. In corrispondenza dei raccordi con le rotonde, tale dimensione arriverà a 35 metri»:
Sulla questione ex Fervet - centrale per il nodo viabilità verso il porto - torna ad intervenire il Coordinamento Noasse: «Nell’area dell'ex Fervet, rispetto a quanto precedentemente approvato, vi è un aumento dell'area residenziale. Ma, soprattutto, la triplicazione dell'area destinata al commercio: riteniamo inutile un'area tanto vasta per un quartiere che è già provvisto di offerte commerciali e in un contesto cittadino saturo di fondi commerciali sfitti. Ci domandiamo per quale ragione, dal momento che l'amministrazione comunale intende percorrere la strada dell'esproprio per la realizzazione del prolungamento di via delle Darsene fino a via Indipendenza, si ravvisi comunque la necessità di autorizzare la trasformazione urbanistica dell'area privata ex Fervet. Non un’area abbandonata e che crea forte degrado sociale e ambientale coma la Salov, ma un terreno dove attualmente insistono attività produttive attive legate alla cantieristica. Quindi ci chiediamo quali siano i veri obiettivi dell’operazione se non quelli speculativi a favore del privato».
Ed infine, sottolinea il Coordinamento, «ravvisiamo superficiale, se non pericoloso, approvare proposte e progetti relativi ad un'area che è tuttora oggetto di diversi contenziosi che vedono opporsi il Comune e la proprietà, fra cui quella relativa ad un presunto abuso edilizio, come si apprende anche dal ricorso al Consiglio di Stato presentato dallo stesso Comune». —
D.F.
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