Toscana
La denuncia dell’arcivescovo sui migranti: «Non c’è invasione, liberatevi dalla paura»
Monsignor Giulietti al Museo della Marineria: «Bisogna governare i fenomeni, non far prevalere l’allarme»
VIAREGGIO. Il mare come salvezza. Tra Bibbia, con la fuga degli ebrei dall’Egitto, e Nuovo testamento, là dove Gesù placa la tempesta. Ne parla il vescovo di Lucca, Paolo Giulietti, al Museo della marineria con vista sul canale Burlamacca, ed è inevitabile che il pensiero vada all’oggi e alla politica dei porti chiusi. Come ci siamo finiti è presto detto: «Dietro certi atteggiamenti che non sono solo del Governo, ma appartengono alla gente, c’è la paura», risponde Giulietti alla domanda posta dal Tirreno. «E quando uno ha paura si chiude e costruisce mura», aggiunge il vescovo che ricorda quale sia l’alternativa: «Siamo chiamati ad agire con razionalità».
Giulietti, nei giorni scorsi, era comparso in una foto con un cartello con la scritta “La disumanità non può diventare legge” ed il chiaro riferimento al Decreto sicurezza bis. La risposta del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, era arrivata via Twitter: «Al vescovo-politico, nuovo eroe della sinistra (!), mi permetto di dire che l'unica disumanità è quella di chi in questi anni, con le porte aperte all'invasione, ha ingrassato il business dei trafficanti di schiavi e ha reso l'Italia un Paese meno sicuro».
Parole che mal si adattano al ragionamento proposto ieri da Giulietti e alla figure di un vescovo che ha fatto del camminare uno stile di vita e di fede, che è aperto al confronto, che è uomo di profonda cultura ma in grado di spiegare le Sacre Scritture con parole che arrivano a tutti». Come ieri da Viareggio, quando - tornando sul tema delle migrazioni - ha affermato: «Ci vuole un governo dei fenomeni senza dubbio. Ma se abbiamo paura non si agisce bene». Paura alimentate da due metafore, sottolinea il vescovo di Lucca: «Invasione e sostituzione. Ma per poter parlare di invasione avrei bisogno di dovermi confrontare con qualche milione di arrivi, non di qualche decina di migliaia». Un fenomeno, quello del varcare le frontiere in cerca di migliore fortuna che - ricorda Giulietti - «vede ogni anno lasciare l’Italia 120.000 nostri connazionali per andare all’estero».
Ed allora, «la realtà si può governare con intelligenza», perché «una società incapace di fiducia governa male tutto», non solo le politiche dell’immigrazione o quelle della sicurezza».
Non fa sociologia, Giulietti, ma rimanda dritti al messaggio di fede: «Ricordiamoci cosa disse Gesù: disse “Non abbiate paura”».
Un concetto-chiave della vita quotidiana di tutti noi, pronti a finti dialoghi on line, ma impauriti da colori, odori, sapori, suoni che arrivano da lontano. Comunque la si pensi politicamente, il ragionamento sulla paura è da accogliere e fare proprio. —
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