Gioco
Il capo dello Stato e il ministro: Sant’Anna esempio di democrazia
Il monito di Mattarella: chi dimentica è più debole Moavero: la speranza dai colori del tappeto del mondo
stazzema. «Sono esemplari la tenacia e la forza morale con cui la comunità di Sant’Anna ha saputo tenere vivo il ricordo, trasmetterlo ai più giovani, trasformare quella ferita profonda in un impegno di ricostruzione, di convivenza, di sviluppo democratico». È il messaggio che il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha inviato e fatto leggere durante le celebrazioni per il 75esimo anniversario della strage di Sant’Anna.
Parole che inorgogliscono, e non poco, una comunità che da 75 anni si fa in quattro per tenere viva la memoria. Lo dimostra quel tappeto colorato di oltre mille metri realizzato qua e là per il mondo e poi srotolato ieri mattina lungo la strada che dalla chiesa di Sant’Anna porta all’Ossario. E, talmente, era lungo, il tappeto, che alcuni pezzi sono finiti appesi sui muri della case dando un tocco di gioia a questa giornata che non può che risvegliare antichi dolori. «Posti come questo – dice il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi durante la sua orazione ufficiale – lasciano sgomenti, perché aprono gli occhi sul abisso oscuro a cui può attivare l’uomo. L’abisso oscuro contrasta con i colori che vediamo qui. I colori del tappeto del mondo, i colori dei gonfaloni, i colori della natura. Colori che ci fanno capire che si può andare oltre, che questo può essere evitato».
L’intervento di Mattarella elogia i valori di Sant’Anna. «È questo – dice – lo spirito che ha animato l’Italia della Liberazione, della Costituzione, dell’affermazione dei diritti inviolabili della persona. È lo spirito dei fondatori dell’unità europea che hanno voluto voltare pagina dopo le guerre fratricide susseguitesi nei secoli. Di quei valori abbiamo sempre bisogno, oggi come allora. Non dovrà mai essere dimenticato quanto è accaduto, comprese le pagine più spaventose della nostra storia, perché chi dimentica è più debole, più esposto ai pericoli che, nel suo tempo, intolleranza, ostilità, violenza ripropongono».
Anche il presidente della Camera, Roberto Fico, interviene. «Ho voluto, lo scorso aprile, recarmi a Sant’Anna – si legge in una nota – dove ancora oggi, è forte lo sdegno e la commozione per quelle vite spezzate. E ho visto quanto sia forte la richiesta di verità e giustizia dei sopravvissuti, dei familiari delle vittime, dei loro concittadini e di tutto il Paese che per lunghi anni non era stata ascoltata».
«L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, ci ricorda con estrema crudezza l’orrore della guerra e i crimini commessi in Italia dal nazifascismo – commenta invece la presidente del Senato Elisabetta Casellati –. Un episodio terribile della nostra storia che non deve mai cadere nell’oblio, proprio affinché continui a fare da monito per le generazioni presenti e future. Il ripudio della guerra, della violenza e della sopraffazione costituisce una delle architravi su cui stata edificata la nostra Repubblica. Abbiamo il dovere di fare sì che valori come pace, libertà e democrazia non vengano mai più messi in discussione».
Di pace parla anche il ministro degli Esteri: «Questi 70 anni di pace in Europa sono stati una conquista enorme: non riduciamo l’Unione europea a una organizzazione burocratica, piccina, che si occupa solo di numeri, cifre, e regolette: lavoriamo per modernizzare l’Unione europea e la cooperazione tra i Paesi che ne fanno parte. La costruzione della pace – continua – passa attraverso la conoscenza tramandata di ciò che rappresenta la guerra. E la guerra non è scomparsa. La guerra è presente vicino all’Europa e fa ancora parte della nostra realtà quotidiana». —
Melania Carnevali
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