Il Tirreno

Versilia

l’incubo delle fiamme 

Il piromane torna a colpire in Versilia: brucia un’altra auto, è il decimo caso

Melania Carnevali
Il piromane torna a colpire in Versilia: brucia un’altra auto, è il decimo caso

Danneggiata una Bmw parcheggiata a Lido di Camaiore. Secondo gli inquirenti la mano degli incendi è la stessa

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VIAREGGIO. A chiedere aiuto sono i vicini. È mezzanotte di giovedì quando sentono dei vetri infrangersi e poi l’odore di bruciato entrare dalla finestra aperta per il caldo. Si affacciano e vedono un’auto in fiamme: una Bmw. Pensano a un guasto, non a un incendio doloso. Proprio qui, poi, nella tranquilla Lido di Camaiore. Via Monte Matanna, zona di seconde case a un passo dal mare, stracolma di turisti d’estate quanto vuota d’inverno.

Vengono chiamati i vigili del fuoco che arrivano in un lampo e riescono a spegnere il rogo prima che l’auto venga distrutta completamente dalle fiamme. Il mezzo sarà comunque da buttare. Intervengono anche i carabinieri della stazione di Lido di Camaiore. Secondo i militari non ci sono dubbi sul fatto che si tratti di un incendio doloso. È il decimo dall’inizio dell’anno e secondo gli inquirenti la mano è sempre la stessa.

Torna l’incubo

Dopo due mesi e mezzo di tregua, torna l’incubo piromane in Versilia. Un incubo iniziato a febbraio, mese dei primi roghi. È il 17 quando vanno a fuoco due compattatori di Sea, in via Comparini a Viareggio. Fino alla fine del mese, poi, dentro i confini comunali, vanno a fuoco auto. Quattro per la precisione. Ad aprile invece nulla. I roghi riprendono a maggio. Vengono distrutte cinque auto, le ultime due in un colpo solo a Focette (Marina di Pietrasanta), primo caso fuori dal comune di Viareggio. E non ci sono collegamenti fra un’auto e un’altra. Mai. Alcune appartengono a medici, altri a pensionati, altri ancora a turisti. Gli unici elementi in comune sono gli strumenti con cui vengono date alle fiamme: un sasso per rompere il vetro, il liquido infiammabile da gettare sui sedili, un accendino. Scartata (ogni volta) l’ipotesi della ritorsione, gli inquirenti arrivano all’unica conclusione possibile: chi agisce, lo fa a caso. Gira per le strade della Versilia e sceglie vittime. I militari sono peraltro convinti che la mano dei dieci roghi sia la stessa, anche se, al momento, il responsabile non è ancora stato accertato. Il piromane, in altre parole, è libero.

Le indagini

Dieci, come detto, i casi su cui le forze dell’ordine stanno indagando. Per due di questi i carabinieri ritengono di aver individuato il responsabile. Lo hanno arrestato a febbraio, ma una settimana dopo il giudice lo ha rimesso in libertà, sostenendo che il reato per il quale poteva essere indagato non era l’incendio (come invece valutato dall’Arma) ma solo il danneggiamento. E per questo il codice penale non prevede il carcere. Si tratta di un 24enne, nato in Germania, ma da tempo in Versilia senza fissa dimora. Un giovane borderline che, secondo gli inquirenti, dovrebbe essere trasferito in una Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), la struttura sanitaria per criminali psichiatrici che ha sostituito gli Opg (Ospedali psichiatrici giudiziari). In Toscana però ce n’è una sola (a Volterra) da trenta posti ed è già piena (in Italia ce ne sono in tutto 28, tutte piene). A fine maggio il giovane è stato arrestato una seconda volta, sempre dai carabinieri. I militari lo hanno beccato in flagrante mentre cercava di rubare benzina al circolo Tennis Italia, in via Buonarroti a Viareggio (il centro sportivo aveva subito un furto anche nei giorni precedenti: erano stati portati via una tanica contenente liquido infiammabile e un martello, ritrovati poi dai carabinieri dentro una delle auto date alle fiamme). Il 24enne nella fuga ha spinto il custode: è quindi finito in carcere per rapina impropria e pochi giorni fa è tornato in libertà con solo l’obbligo di dimora a Viareggio e Camaiore e il divieto di uscire dalle 8 di sera fino al mattino. 
 

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