Il Tirreno

Versilia

Appuntamento nel pomeriggio nella pineta di ponente 

Il Trenino del Cuore festeggia 70 anni con i bambini in pineta

Simone Pierotti

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LA STORIA

Nomen omen, dicevano i latini. “Il nome è un presagio”, tradotto più o meno alla lettera. E in effetti c’è una doppia profezia dietro il Trenino del Cuore, una delle tante attrazioni della pineta di Ponente a Viareggio. Si trova al centro di viale Capponi – nel cuore, ben appunto, del parco cittadino. E ha ormai consolidato il proprio posto nel cuore di generazioni di viareggini. Non potrebbe essere altrimenti, visto che festeggia 70 anni di attività: tanto è passato da quell’estate del 1949 quando iniziò a “sbuffare” in una città che aveva voglia di lasciarsi alle spalle gli orrori della guerra e doveva fare i conti con la ricostruzione. A venirsene fuori con l’idea di un treno lillipuziano che sfila su vere e proprie rotaie furono i carristi Sergio Barsella e Carlo Francesconi. Anzi: fu proprio il “Trenino del cuore” a sancire la collaborazione fra i due, che l’anno seguente firmarono il primo carro in società per poi lavorare a stretto contatto nel Carnevale fino al 1974.

Il trenino nacque quasi per scherzo, alla fine lo portarono avanti per una quarantina d’anni prima di cederlo alla famiglia di un altro mago della cartapesta, quel Vasco Bazzichi che aveva tirato su con le proprie mani una giostra sul viale Capponi. Poi, nel 1998, un altro, definitivo passaggio di mano all’attuale proprietaria Elisabetta Musetti. Che per oggi pomeriggio ha organizzato una festa con tanto di torta e gadget da regalare ai bambini per celebrare la ricorrenza.

Tutto è cambiato rispetto a 70 anni fa: rimangono solo il solito, inconfondibile ciuf ciuf e il legame col Carnevale – è stato il costruttore Emilio Cinquini a realizzare i pannelli con i personaggi di Disney dentro e fuori la galleria. «Ci siamo adeguati ai nuovi gusti delle famiglie aggiungendo attrazioni come scivoli, altalene e salti – spiega Musetti – per stare al passo coi tempi ho dovuto imparare un po’ di inglese e internet: abbiamo anche una pagina Fb, oggi funziona così».

Il trenino del cuore è attivo «da marzo a novembre, ma fosse per me resteremmo aperti tutto l’anno come fanno a Forte dei Marmi: sarebbe un modo per far vivere la pineta, troppo spesso vittima della nomea di luogo insicuro e pericoloso. Questo lavoro è faticoso, ma mi regala tante soddisfazioni: stai a contatto con il pubblico, genitori e nonni ti raccontano la loro vita. So tutto di tutti», conclude ridendo.

E poi ci sono storie meravigliose. Come quella di una signora che un giorno ha portato una foto in bianco e nero che la ritrae, bambina, su quel trenino. Lo stesso dove ha portato la figlia e, ai giorni nostri, i nipotini. «E poi un anno una coppia di sposini venne qui a scattare le foto del matrimonio – racconta Musetti – si erano conosciuti al trenino, era un luogo simbolo del loro cuore». Già: nomen omen. —

Simone Pierotti

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