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Forte dei Marmi e quel nuovo brand che non aiuta a fare il tutto esaurito

Forte dei Marmi e quel nuovo brand che non aiuta a fare il tutto esaurito

Simone Tonini (Pd) attacca l’amministrazione sul turismo: «Il progetto è abbandonato a se stesso» 

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il marchio

Il brand – le due cabine attraversate dalla scritta Forte dei Marmi con il claim “Ieri come domani” – tenuto segreto per mesi dall’amministrazione Murzi e poi rivelato, all’inizio d’estate, in varie conferenze stampa e incontri ha aggiunto qualcosa all’estate più scarsa di “tutto esaurito” degli ultimi anni? L’efficacia di questa operazione sembra portare al calor bianco le polemiche politiche di Ferragosto, visto che a smuovere le acque sui social cittadini è Simone Tonini, ex consigliere delegato al turismo e segretario del Pd.

«Il progetto del brand è già abbandonato a se stesso», dice Tonini. «Se mettiamo su Google la scritta Forte dei Marmi, dopo aver scorso ben 10 pagine di ricerche non troviamo il famoso sito riferito al brand. Il sito è www.visitforte. com. Ma forte cosa? Forte di Bard? Forte di Fenestrelle? Noi lo sappiamo che il Forte è Forte dei Marmi ma Google no, e nemmeno lo sanno i turisti, specie stranieri. Questo vuol dire che il sito non è stato indicizzato. Estate al Forte, non per nulla, è un marchio che facemmo registrare proprio per evitare omonimia con Estate al Forte del Forte di Bard (Aosta), tanto per fare un esempio. Così come la promozione, se veniva fatta a livello locale era per esempio Natale al Forte, se veniva fatta a livello nazionale diventava Natale a Forte dei Marmi (è registrato anche Natale al Forte). Ma questo è solo uno degli aspetti negativi di questo progetto tanto sbandierato ma già abbandonato a se stesso».

«Il sito – continua Tonini – non è tradotto nemmeno in inglese. Eppure gran parte degli elementi sono statici, quindi non cambiano, tranne la parte (piuttosto scarna) dedicata agli eventi. Chi vuole cercare un’attività ricettiva, e forse questo è l’aspetto più grave di questo sito, viene rimandato sul sito dell’associazione albergatori. Ma un Comune ha il dovere (prima che il diritto) di far conoscere tutte le attività ricettive che ci sono nel comune stesso. Perché chi non è iscritto all’associazione albergatori, oppure i bed and breakfast e le attività (quelle ovviamente regolari) che pagano fior di tasse per svolgere la propria attività, non figura in quello che è diventato il portale turistico ufficiale del Comune di Forte dei Marmi. Non c’è neanche il simbolo del comune: chi vede questo sito non capisce a cosa faccia riferimento: se ad un ente pubblico, oppure ad un soggetto privato. Quindi non dà garanzie di attendibilità per l’utente che naviga in Internet».

La webcam, fa notare ancora il segretario comunale del Partito democratico, «era scomparsa ed è ricomparsa solo pochissimi giorni fa»: ed è uno strumento utile per far vedere alla gente il tempo bello a Forte dei Marmi quando le previsioni sbagliano e danno tempo brutto.

«Un’altra chicca sono gli itinerari. Ci riempiamo la bocca col fatto che Forte dei Marmi è vicino alle Apuane, Lago di Porta eccetera eccetera e poi sul nuovissimo e meraviglioso sito del grandioso progetto del brand – continua Tonini – non c’è neanche lo straccio di un itinerario che faccia ammirare le meraviglie che circondano Forte dei Marmi e che lo rendono così unico. Non per nulla, per colmare in parte queste lacune, è stato recuperato il tanto vituperato myfortedeimarmi. it, il portale turistico che avrebbe dovuto essere implementato e che invece è stato abbandonato anzi tempo per poi essere sostituito indegnamente con un portale che non serve attualmente a niente se non a generare un grande caos. Un’ultima riflessione. Non c’è un accenno alle botteghe artigiane, ai prodotti tipici venduti dalle botteghe di Forte dei Marmi – conclude il segretario del Pd – invece vengono pubblicizzati i supermercati e le grandi distribuzioni addirittura fuori dal territorio comunale. Da una parte l’amministrazione va sui giornali a fare guerra, dall’altra, sul proprio sito, le pubblicizza. Spero che il sindaco ci metta mano. Se si aspetta l’assessore al turismo – chiosa Simone Tonini, stiamo freschi». —

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