La protesta
Il centrosinistra accusa: il predissesto scelta non giustificata dai conti
Massarosa. Le cifre esprimono un problema, ma come affrontare il problema lo decide la politica.
La minoranza ribatte per l’ennesima volta il tasto del bilancio, scagliandosi contro l’attuale sindaco Alberto Coluccini che ha deciso di affrontare i problemi dei conti andando in amministrazione controllata e attivando la procedura di dissesto.
«Il sindaco - scrive il centrosinistra in una nota - è spaventato e continua a trincerarsi dietro decisioni tecniche, secondo una tecnica manipolativa sua tipica. Ma non gli servirà a niente: perché alla fine risponderà delle sue decisioni che sono decisioni politiche come lo sono state le nostre, che a differenza sua rivendichiamo a testa».
E continua: «Anche se la maggioranza si nasconde dietro la dottoressa Torti, questa di fatto li smentisce su tutta la linea: la dirigente afferma infatti che non vi è alcun problema sui residui e ricorda il percorso intrapreso nel 2017: dopo quell'unica riga scritta dal collegio dei revisori, in cui si invitava a valutare la procedura di riequilibrio, l'amministrazione ha avviato un percorso, in totale accordo coi tecnici, che è tanto pubblico e trasparente da essere documentato da verbali e da incontri di cui è sempre stato informato il consiglio comunale e l’opinione pubblica. Un percorso che si è svolto come previsto, tanto che la dottoressa Torti e i revisori non hanno più suggerito la procedura di riequilibrio e hanno firmato i bilanci successivi grazie al lavoro svolto, un lavoro serio che ha dato i suoi frutti».
Secondo la minoranza che ha guidato fino a maggio il Comune di Massarosa e che adesso vengono messi di fronte alle presunte responsabilità in campo contabile: «L’indebitamento - concludono dal centrosinistra - è stato dimezzato dal 2009 (dal 20 a 11 milioni), spesa corrente tagliata per circa 3 milioni, il recupero dei crediti portato avanti con risultati significativi sui tributi, un piano di rientro da Gaia e il grande lavoro sulle vicende del Cav, tutti passaggi validati da due collegi dei revisori». —
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