Il Tirreno

Versilia

Leo Palmerini e quel film d’animazione costruito sui racconti di Lorenzo Viani

Stefano pasquinucci
Leo Palmerini e quel film d’animazione costruito sui racconti di Lorenzo Viani

La scommessa (vinta) di «Angiò uomo d’acqua»: per la pellicola già arrivati premi e riconoscimenti in giro per il mondo

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Stefano pasquinucci

Marco Palmerini è stata una persona importante per Viareggio grazie all’impegno appassionato profuso a vantaggio della conservazione e valorizzazione della memoria storica della città. Lo dimostrano i sei volumi monografici Viareggio e la sua storia e l’interessante collana Viareggio ieri, progetti portati avanti al fianco di Francesco Bergamini, ideatore del Centro Documentario Storico.

Leonardo Palmerini è suo figlio, un ragazzo dai molteplici interessi e dai tanti sogni. Cresce nel racconto di fiabe, ma anche di episodi, fatti, personaggi di quella che Mario Tobino chiamava Medusa. Tra tutti, Lorenzo Viani. Le immagini dei suoi quadri, i racconti, la musicalità della parola scritta così impregnata di salmastro.

Leonardo termina gli studi ed inizia a lavorare per la Crea. Suona. E' uno dei componenti di un gruppo molto noto a Viareggio, e non solo, gli “Stramonio”, formazione che si esibisce per l'ultima volta nel corso di una serata memorabile in Piazza Mazzini, nel 1997, al fianco dei Subsonica. L'amore per la musica è come il mare, non si può fermare. Il percorso sui sentieri delle sette note continua con “Le Onde Martenot” ed è all'interno di questo gruppo, tra armonie e accordi, che un’idea “folle” prende corpo dalla scintilla di una domanda: «Perché non facciamo un film partendo da Angiò uomo d’acqua di Viani?” Proprio quel Viani che campeggiava sulla copertina del loro primo album (2008) dal titolo Contadini marini.

Si parte nel 2012. Il film si farà, ma si farà in un modo nuovo, originale, una sorta di ritorno all'avanguardia. Leonardo inizia a perfezionare la sua passione per la grafica 3D. La tecnica scelta è quella del rotoscoping, utilizzata per creare un effetto grafico tipo “cartoon” in cui le scene e i personaggi acquistano una nuova dimensione narrativa. Le riprese ritraggono gli attori che si muovono e recitano davanti a un “blue screen”. Una volta effettuato il “girato” le scene vengono montate su software e quindi processate con dei filtri appositi. Questa tecnica permette al film di avvicinarsi al disegno dell’opera vianesca. La maggior parte delle inquadrature, infatti, ha come riferimento disegni e xilografie ripresi dall‘opera dell’artista.

Il risultato è di grande impatto visivo ed emotivo, valorizzato dalla musicalità di un testo, quello di Viani, che non è lettura facile, così ricco e ridondante di idiomi dialettali, ma che, come accade per il napoletano di Eduardo od il siciliano di Camilleri, dopo qualche minuto di “sintonizzazione” diventa un racconto musicale, ben supportato in tal senso dalla originale colonna sonora de “Le onde Martenot”.

Debbono esaurirsi sette anni, sette lunghi anni, nei quali sono decisive le collaborazioni con gli amici che credono nel progetto, prima che possa arrivare il fatidico momento di inserire la parola Fine. Un periodo di tempo all’insegna della ricerca di finanziamenti, aiuti, sostegni e, soprattutto, stimoli ed iniezioni di fiducia.

Si attiva una campagna con “Produzioni dal Basso”, la prima piattaforma di crowdfunding italiana. L'obiettivo viene fissato a 10.000 euro e, visto che la fantasia non manca, si lancia anche una nuova valuta che, appunto, si chiama “Angiò”. Alla fine, grazie a tanti amici, il ricavato si ferma a 1700 euro a cui, poi, se ne aggiungeranno altri 3000 per un costo finale di circa 5000 euro.

Il successo, più che meritato, è immediato. Al Lucca Film Festival, all’anteprima a marzo presso le Scuderie di Seravezza e, da ultimo, nell’ambito di quattro Festival importanti a livello nazionale ed internazionale.

Al Caorle Independent Film Festival (Venezia) dove Angiò – Il film vince il Best Animation Prize ed al Festival Internazionale del Cinema Patologico di Roma dove ottiene il Premio Speciale della Giuria per “la ricerca e la sperimentazione del linguaggio cinematografico”.

E, in questi giorni, al Lift Off Global Network, Pinewood Studios in Inghilterra ed all'Innuendo International Film Festival di Milano 2019 dove "Angiò" è premiato come Miglior Film Sperimentale.

Il cammino è solo all’inizio. Altre possibili partecipazioni potrebbero concretizzasi nei prossimi mesi e, sicuramente in autunno, sarà organizzata una proiezione a Viareggio con la speranza che il progetto, che ruota attorno a Lorenzo Viani, possa svilupparsi, ampliarsi ed espandersi, magari coinvolgendo le scuole.

Una prospettiva folle? Forse, ma senza un pizzico di follia, quella follia che Viani ha spesso ben rappresentato nei suoi quadri, tutto ciò che Leonardo Palmerini ed i suoi collaboratori sono riusciti a concretizzare in questi anni, utilizzando testa e cuore, sarebbe rimasto prigioniero di un sogno, soltanto un bel sogno. —



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di Redazione web