La protesta
Un chilometro di tappeto con i colori del mondo
Sarà esposto per la prima volta per intero il 12 agosto a Sant’Anna I quadrati che lo compongono sono arrivati dall’Italia e da tanti continenti
Un chilometro di quadrati di tessuto, misura 50 per 50 centimetri, realizzati con varie tecniche e vari materiali e cuciti dal gruppo di donne che si è stretto intorno al progetto lanciato dall’associazione “I colori per la pace”, presidente Antonio Giannelli, vice Giusi Catelani, anima del successo dell’iniziativa. «A Sant’Anna morirono soprattutto donne e bambini», ricorda Catelani illustrando il progetto: «Ed io volevo realizzare qualcosa che coinvolgesse le donne di tutto il mondo. Così ho pensato a qualcosa che fosse creativo, per una fare che creasse comunità».
E così è stato, perché ancora in questi giorni - con il tappeto che per la prima volta sarà mostrato per interno in occasione dell’anniversario dell’eccidio nazifascista di Sant’Anna - il gruppo di donne che da sette mesi si ritrova a Cardoso è al lavoro per completare il manufatto con gli ultimi “quadrati”.
«L’obiettivo iniziale», spiegano ancora i membri dell’associazione, «era riuscire a coprire la lunghezza dall’Ossario alla chiesa: obiettivo ampiamente raggiunto e superato. Attualmente, cucendo oltre 6mila pezzi, il tappeto ha raggiunto la lunghezza di oltre 1 chilometro per 1,50 metri di larghezza». Per esporlo lungo il percorso sarà utilizzata una struttura in legno che verrà montata il giorno 11 agosto.
Ad aderire fin dai primi passi dell’idea sono state le tante donne del territorio: «C’è stata una risposta straordinariamente ampia, generosa, creativa. Hanno risposto migliaia di persone, uomini e donne. Le donne del nostro territorio hanno partecipato con entusiasmo, passione, creatività, e con una generosità straordinaria. Un vero e proprio esempio positivo di energie buone». Alle persone singole che hanno voluto partecipare si sono aggiunte «tantissime associazioni, anche che si occupano di categorie fragili, disagio psichico, disabilità. Molti ragazzi sono venuti alle nostre sezioni di cucitura», è ancora il racconto di Catelani, «e ci hanno regalato i loro splendidi lavori che hanno impreziosito i contenuti del tappeto. Tutto il materiale che è arrivato è stato valorizzato senza alcun tipo di selezione». È stato «un lavoro incessante, che da gennaio ad oggi hanno compiuto le donne del nostro territorio, che si sono impegnate incontrandosi ogni settimana. Ore ed ore di lavoro condiviso, durante il quale si sono incrociate storie, esperienze, creando un clima di cucitura delle relazioni». Un po’ come accadeva «quando si stava a veglia», sottolinea Giannelli.
Al progetto hanno aderito anche gli studenti della scuola media “Pellegrini” di Massarosa, nell’ambito di un lavoro sull’inclusione fatto in collaborazione con la Casa delle donne di Viareggio. Gli studenti hanno riprodotto su stoffa i disegni sul tema dell’accoglienza. Ma l’occasione della realizzazione del tappeto è stata anche«un grande esempio di dialogo tra comunità e popoli diversi». Sono arrivati contributi da tutta Italia, ma anche da Canada, Stati Uniti, Argentina, i Paesi Baschi, Romania, Ucraina, Ecuador. E perfino da una sezione maschile del carcere Don Bosco, a Pisa, con i detenuti che hanno cucito su stoffa. Un pezzo è arrivato da Marsala, in Sicilia
Ogni mattonella - sottolinea Catelani - «è un pezzo di storia di coloro che l’hanno prodotta. Ci sono i lavori delle donne che hanno portato pezzi di stoffa che ricordano i figli morti in montagna, sulle nostre Apuane. Ed è emerso il bisogno di riconoscimento che ogni comunità porta con sè».
Molte le tecniche utilizzato: uncinetto, ferri, lavori in stoffa, tessitura su telaio artigianale (le tessitrici dell’Alta Versilia). Hanno dato il loro contributo Longobucco, in Calabria, conosciuto come il paese dei tappetti, Trivento (Molise), noto come il paese dell’uncinetto). E l’associazione versiliese è stata invitata per ottobre alla Fiera tessile che si terrà a Ferrara, mentre il 6 settembre l’esperienza del tappeto sarà al museo del tessuto di Prato. Ma l’appuntamento più atteso è quella nella Capitale dove il tappeto sarà esposto davanti al Colosseo in occasione delle iniziative per la Giornata nazionale delle pace (20-21 settembre). L’associazione è stata coinvolta dagli organizzatori dell’appuntamento italiano, l’associazione “Runpeace”.
«Stare insieme per molto tempo», conclude Catelani, ricordano il sostegno ricevuto dai Comuni di Stazzema e Forte dei Marmi, ma anche la partecipazione di tutte le contrade Palio dei Micci di Querceta che hanno realizzato contributi con i loro colori, «ha permesso di stabilire relazioni positive, importanti, di riallacciare vecchie amicizie, ha contributo anche a sostenere le difficoltà che si possono incontrare nella vita».Perché al progetto hanno partecipato, per esempio, le donne dell’associazione “Per te donna” di Camaiore, che segue le ammalate di tumore. Altro che social, insomma. —
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