Il Tirreno

Versilia

Un viaggio letterario con Adolfo Lippi nei luoghi magici della storia di Viareggio

Luciano Menconi
Un viaggio letterario con Adolfo Lippi nei luoghi magici della storia di Viareggio

Nel nuovo libro del giornalista e scrittore un racconto ricco di aneddoti e suggestioni partendo dalle piazze, dai palazzi e dai locali della città 

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VIAREGGIO. Un viaggio alla scoperta di Viareggio attraverso i suoi luoghi più belli e significativi. A condurre per mano il lettore in un percorso ricco di sorprese e suggestioni è uno scrittore che la città del carnevale conosce come pochi altri: Adolfo Lippi, giornalista, regista e grande affabulatore. Il suo nuovo libro – che si intitola “Luoghi Magici” (Edizioni L’Ancora) – è un racconto che attraversa i quattro secoli di storia di Viareggio partendo di capitolo in capitolo dalle sue piazze, i suoi palazzi, i suoi locali, le sue strade, i suoi quartieri. Da via Regia alla Passeggiata, dal Piazzone alla pineta, dalla Darsena al Principe di Piemonte, ogni luogo diventa non solo lo spunto per rievocarne la storia con i suoi protagonisti ma anche la cornice per narrare aneddoti e personaggi più o meno famosi e soprattutto la chiave per capire l’anima più profonda di una città davvero speciale.

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«Viareggio città modernissima, ha appena quattrocento anni, epperò – spiega Lippi - ha alcuni luoghi fondamentali. Perché li si sono svolti episodi decisivi e vi transita ancora un presente vivace. Questa o quella cronaca hanno un alone di suggestioni che rende i luoghi più che pittoreschi aureolati di sacralità laica. E non si esagera, rivisitandoli, di decantarli come cose che appartengono all’identità viareggina che ha avuto in questi luoghi scenari e palcoscenico di tanta umanità».

Nelle 170 pagine del libro sono incastonate molte foto storiche, che accompagnano la lettura rendendola ancora più emozionante. Immagini che ritraggono una città ovviamente molto cambiata ma in fondo sempre riconoscibilissima, almeno nei suoi punti cardine.

E poi ci sono i tanti personaggi che il talento narrativo di Adolfo Lippi ritrae nelle infinite storie che contrappuntano il racconto principale, da Paolina Bonaparte a Papa Pio VII, da Percy Shelley a Giacomo Puccini, da Gabriele D’Annunzio a Mario Torino, da Sergio Bernardini a Stefania Sandrelli. Amori, rivalità, crimini, rivoluzioni.

Nel libro c’è tutto questo e molto altro: il rapporto cruciale e tortuoso con Lucca, le figure mitiche della marineria viareggina, la nascita dei cantieri navali, la mondanità balneare, le divisioni politiche, i bar che qui diventano caffè artistici. Tante facce di una città anarchica e irriverente che sa giocare come poche altre con il carnevale, che fa innamorare e che cambia il nome di una piazza (piazza Garibaldi-piazza della Paura) solo perché non le piace la statua che vi è stata messa al centro.

Nel suo viaggio Lippi riannoda i fili delle storie non senza tradire nostalgia, come quando sottolinea che quelle architetture che sfilano nel libro «spiegano benissimo Viareggio come città eccentrica e rimarchevole dove appena ieri tutto si concentrava in pochi chilometri quadrati e dove oggi, espansa l’urbanistica, è sempre più difficile trovare non tanto una particolare magia ma proprio un’atmosfera che dia piacere e sollevi lo spirito». —

Luciano Menconi


 

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