Il Tirreno

Versilia

il caso tributi 

Cartelle ICare non recapitate o in ritardo: un danno da cinque milioni di euro

Donatella Francesconi
Cartelle ICare non recapitate o in ritardo: un danno da cinque milioni di euro

Il contenzioso legale con l’azienda affidataria del servizio non è ancora iniziato. I revisori: «Impossibile approvare il bilancio»

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Un danno calcolato «per un importo non superiore ai 5milioni di euro», ma l’azienda ICare non è «ancora pronta per istituire la causa» contro la società “Nexive” «perché non abbiamo ancora la possibilità della quantificazione esatta del danno, anche in considerazione che si è stato negato l’accesso alla banca dati da parte di Nexive stessa». È passato quasi un anno da quel fine 2018-inizio 2019 che ha visto la società interamente pubblica, presieduta da Moreno Pagnini, arrivare ad un annullamento massivo di 267 accertamenti tra Imu, Tia, Cosap ed ingiunzioni relative, in seguito al contenzioso che si è creato con la società “Nexive” cui era stata affidata la consegna delle cartelle.

L’amministrazione comunale da tempo batte cassa rivendicando la somma spettante alle casse comunali pari a 1.280.000 euro. Ma, in occasione dell’approvazione del bilancio 2018, la società interamente pubblica ha voluto mettere nero su bianco che «ad oggi il Comune non ha effettuato un’effettiva intimazione di pagamento alla società a valle della nota del 22 febbraio 2019 per la perdita patrimoniale eventualmente subita». In realtà, però - è la stessa ICare a confermarlo a pagina 5 della relazione di bilancio - che «riguardo agli annullamenti effettuati e a seguito della comunicazione dell’amministrazione comunale, in data 19 aprile e successivamente in data 21 giugno 2019, la società ha comunicato che sta procedendo nelle azioni di causa contro Nexive per le inadempienze contrattuali neo confronti dell’azienda. E, nel contempo, di avere messo in atto tutte le attività necessarie per addivenire ad una precisa determinazione del potenziale danno nei confronti dell’amministrazione comunale». Con la nota del 21 giugno il Comune ha fatto presente che «è in attesa di nostre comunicazioni sull’entità del potenziale danno prodotto, presupposto necessario per l’attivazione delle azioni di accertamento e recupero».

Un bel rebus, dunque, anche considerando che ICare non ha più accesso ai dati del portale Snem «chiuso il 21 maggio 2018 da parte di Nexive» ed ha dovuto dare un affidamento ad una società informatica esterna per mettere ordine nel caso che il contenzioso ha creato.

A tutto questo si aggiunge che - stando così le cose, ed avendo ICare quantificato un danno da 5 milioni facendo riferimento al «massimale previsto dalla copertura delle due polizze assicurative operanti sulla società» - il Collegio dei revisori dei conti presieduto da Alberto Pisanelli ha preso una difficile decisione: «Dal processo di revisione legale sono emerse circostanze tali da non consentire l’acquisizione di elementi probatori sufficienti ed adeguati per esprimere un giudizio». Anche perché, aggiungono i revisori (con Pisanelli, nel Collegio che è stato sostituito c’erano Fabio Panicucci e Simonetta Cinquini) che «l’entità del danno è stata postulata ma non dimostrata. Non sembra infatti che la “ragionevole certezza” possa essere demandata alla mera enunciazione delle polizze assicurative in essere ed ai rispettivi massimali che gli amministratori valutano “più che capienti rispetto al rischio di danno”». Ne deriva che «il Collegio sindacale, in considerazione della pervasività dei possibili effetti, non può esprimere un giudizio consapevole sul progetto di bilancio».

Scelta sofferta e prudente rispetto ai conti della società pubblica in un quadro in cui, scrivono gli stessi revisori, «sia al 30 settembre 2018 che al 31 dicembre 2018 tutti gli indicatori attestavano unicamente la criticità finanziaria, le difficoltà della società a disporre, economicamente ed in ogni istante, di mezzi di pagamento necessari e sufficienti agli effetti del conveniente svolgersi della gestione stessa», Indicatori che attestavano, altresì, «la scarsa attitudine di ICare a fronteggiare le uscite derivanti dallo svolgimento della gestione in maniera tempestiva ed economica».

È il quadro che ha portato l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro a capitalizzare - ad inizio estate - la società ICare per 2,5 milioni e che ha spinto l’assemblea societaria del 18 luglio a votare la nuova procedura di gara per il reperimento di un finanziamento da 1 milione di euro a 60 mesi ed una linea di anticipo per 300.000 euro. In questo contesto è avvenuto l’acquisto della Viareggio Porto per quasi 800.000 euro, acquisto che entro l’anno si prevede del tutto formalizzato. —



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