Italia
Incidente in piscina, ancora grave il piccolo
Il bimbo di tre anni che ha rischiato di affogare è ricoverato all’Opa. Era entrato da solo nella vasca in giardino
È ancora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale pediatrico apuano il piccolo di nemmeno tre anni, che giovedì sera ha rischiato di affogare nella piscina di casa a Torre del Lago. È stazionario, ma sempre grave. La prognosi è riservata e i medici non azzardano ipotesi, ma dentro e fuori da quelle mura, chi sa cosa è successo prega per lui.
L’incidente è avvenuto intorno alle 7. Secondo quanto ricostruito dagli uomini del commissariato di polizia di Viareggio intervenuti subito sul posto (di supporto sono intervenuti anche i carabinieri), tutto è accaduto in un attimo di distrazione dei familiari.
I bambini avevano giocato nel pomeriggio in piscina. Poi si stava avvicinando la sera. Erano rientrati tutti in casa. I genitori stavano preparando la cena, quando il piccolo è uscito ed è entrato, solo, e senza braccioli, nella piscina in giardino (una struttura prefabbricata comprata recentemente dai genitori). Un attimo solo: è bastato quello al piccolo per ingerire troppa acqua per il suo corpicino. I familiari si sono subito accorti di lui, ma era già tardi.
In attesa dell’arrivo dei soccorsi hanno provato a rianimarlo. Sono arrivate a sirene spiegate due ambulanze della Misericordia e un’automedica del 118. Il bimbo ancora non era cosciente. Motivo per cui è stato richiesto alla centrale l’intervento del Pegaso.
L’elisoccorso ha atteso, a lungo, a motore acceso, il miracolo in un terreno dietro casa in quel quartiere immerso nel verde di Torre del Lago. Lì fuori i medici stavano cercando di rianimarlo con una tecnica delicatissima. Non mollavano. Non potevano, non lo avrebbero mai fatto. E alla fine ce l’hanno fatta: il cuore è tornato a battere. Ma non c’era comunque un minuto da perdere. Lo hanno caricato rapidamente sul Pegaso che lo ha portato come un cavallo alato all’ospedale pediatrico di Massa. I medici e gli infermieri lo stavano già aspettando. E lì sono entrati in azione loro, angeli custodi dei bambini.
Il piccolo ha trascorso la notte e un giorno intero, coccolato dall’affetto e dalle preghiere di familiari e amici, ma anche del personale dell’Opa, una delle migliori strutture in Toscana. Nel momento in cui scriviamo è stazionario, ma la prognosi rimane riservata. —
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