Gioco
La Regione dà il via libera alle nuove regole sulle cave
Dal 50% che deve restare sul territorio per la lavorazione al Comitato apuo-versiliese: cosa prevede la riforma approvata ieri dalla Toscana
seravezza. Almeno il 50% della filiera del marmo deve rimanere sul territorio, per cui blocchi di marmo da taglio saranno lavorati in loco: questo l’obiettivo dichiarato dai promotori della modifica alla legge regionale toscana 35/2015 sulle cave, approvata ieri dal Consiglio regionale.
Sulla durata delle autorizzazioni per le concessioni si individua nell’ente competente al rilascio dell’autorizzazione, ovvero il Comune, il soggetto deputato all’eventuale proroga, che passa da due a tre anni. Viene introdotto un sistema di governance delle cave misto per quei siti in cui sono presenti soggetti pubblici e privati: se la maggior parte è in mano al privato, è possibile procedere all’affidamento diretto, altrimenti si prevedono consorzi obbligatori tra le imprese. E si prevede, infine, l’acquisizione da parte del Comune in caso di inerzia dei privati, previo indennizzo. Sono state anche introdotte premialità per «l’impegno allo sviluppo di un progetto di interesse generale per il territorio», e si dà vita al Comitato di distretto Apuo-versiliese per promuovere l’attività, la ricerca e la valorizzazione del materiale lapideo estratto.
La Toscana adotta, infine, il Piano regionale delle cave. Dopo l’approvazione della legge che detta disposizioni sui concessioni, estrazioni e lavorazione, con 21 voti a favore e 12 contrari, il Consiglio regionale approva la proposta per tutela ambientale e pari opportunità a imprese del settore. Passano gli atti proposti dal Pd – primo firmatario il presidente della commissione Ambiente Stefano Baccelli, sottoscritto anche da Leonardo Marras e Monia Monni – per «chiarire in quali casi il Comune possa individuare l’area a destinazione estrattiva, se sussistono situazioni di criticità». Emendata anche la parte relativa agli obiettivi di produzione sostenibile. Nella disciplina di Piano, il Pd ha infatti proposto la riscrittura di un intero articolo (numero 18) per «rendere più chiaro quel che già era nelle intenzioni del legislatore», ha spiegato Baccelli. Approvati anche due ordini del giorno proposti da Movimento 5 stelle e Sì-Toscana a sinistra. Quello firmato da Giacomo Giannarelli impegna la Giunta a valutare l’opportunità, in accordo con le amministrazioni locali, di produrre una disciplina tecnica in merito alla definizione di “blocco”, “informi” e “lastre affini”. L’atto di indirizzo proposto da Sì-Toscana a sinistra votato dal consiglio, impegna la Giunta a individuare forme sostenibili perché le aziende del comparto aderiscano ai più significativi e avanzati standard italiani e internazionali di certificazione ambientale e di etica sociale. —
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