Gioco
Grande successo del Jova Beach Party Ma dopo il bis non ci saranno altri eventi
L’organizzazione racconta: «Ci stiamo già preparando per la data finale del tour. Comunicazione e viabilità da migliorare»
Il giorno dopo il Jova Beach Party ha il sapore di un’estate finita. Di quel vuoto che ti lascia aver vissuto delle emozioni fortissime concentrate in poco tempo. Lo stesso vuoto che si sta creando alla spiaggia del Muraglione con gli operai che stanno smontando il palco e le strutture. «Il primo passo è fatto», racconta l’organizzatore Massimo Gramigni, uno dei soci della società Prg insieme a Claudio Bertini.
«Quello che abbiamo trovato a Viareggio è stata un’accoglienza speciale - dice - dalle forze dell’ordine con il dirigente del commissariato Marco Mariconda al vicesindaco Valter Alberici. Hanno fatto di tutto perché tutto andasse nella maniera giusta. Li dobbiamo ringraziare per tutto il lavoro che hanno fatto».
Quella di Viareggio è stata una data particolarmente complicata: «Essenzialmente abbiamo rischiato di fare un evento in totale clandestinità - e spiega - i dettagli con la viabilità, le disposizioni sulla sicurezza e tutte le informazioni tecniche del concerto sono state rese note solamente dieci giorni prima dell’evento e non era scontato che le cose andassero tutte bene. Tuttavia abbiamo registrato che non ci sono stati problemi macroscopici».
Adesso inizia il conto alla rovescia: il 31 agosto ci sarà la seconda data viareggina. I problemi della prima giornata dovrebbero essere alle spalle e i cavilli tecnici superati: «Chiederemo la biennalità del progetto sulla sicurezza in modo da non dover ricominciare per il prossimo mese. Quello che ci dispiace di più del percorso fatto fino ad oggi è non essere riusciti a raccontare a fondo quello che era tutto lo spettacolo. Credo che a far passare tutti i dubbi sia stato l’evento stesso, che è sicuramente perfettibile: lavoreremo già da oggi per migliorare alcune cose che non sono andate». Tra queste per esempio c’è stata, per stessa ammissione dell’organizzazione, delle criticità sulla formazione e sulla continuità operativa del personale d’ingresso. Oltre a questo c’è anche il nodo sulla viabilità e sui passaggi delle persone in città. «Tutte cose che verranno migliorate ad agosto», ammette Gramigni.
Se il successo della prima data è indiscutibile (sia per quanto riguarda le attese che la viabilità) tuttavia il Muraglione difficilmente potrà diventare un’arena per concerti: «Quello del Jova Beach è un evento unico nel suo genere, una cosa che prima non c’era. Ma quello che è stato fatto è un unicum, un evento eccezionale e difficilmente nel bteve e medio periodo esisterà un artista che possa proporre un evento simile. Neanche cantanti di grande successo come Vasco Rossi o Laura Pausini». La bellezza del concerto è stato prima di tutto lo spettacolo sul palco principale su cui Jovanotti ha dato tutto se stesso per ore. Con lui sono saliti Giorgio Panariello, Federico Zampaglione dei Tiromancino e Gianni Togni.
Ma pare che anche nel backstage ci fosse un bel parterre con ospiti non esattamente di secondo piano come Massimo Gramellini, Caterina Balivo, Majid Valcarenghi, oltre a Giovanni Soldini e Bebe Vio che sono entrambi partiti per Portoferraio con il traghetto del concerto. Le orecchie ovviamente sono tutte puntate sulla prossima data. La chiusura del tour che tutti si aspettano spettacolare e circolava voce che ci sarebbero stati tutti gli ospiti che si sono avvicendati nelle varie spiagge italiane: «Per il momento non ci sono certezze - conclude Gramigni - tra gli spettatori del 31 agosto c’è una percentuale maggiore di persone che vengono da fuori Toscana. Per questo ho proposto a Lorenzo di ideare qualcosa che celebrasse la toscanità: per esempio un ritorno di Giorgio Panariello, questa volta insieme a Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni, tre artisti che conosco da quando non erano famosi». —
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