Gioco
Darsena pulita e ordinata a poche ore dal concerto: «Grazie a Jova e ai fans»
Spiaggia e Vialone pronti a riaccogliere i turisti già dalla prima mattina «Organizzazione perfetta, anche chi era scettico ha dovuto ricredersi»
Jovanotti l’aveva chiesto ai suoi 40.000 in delirio: «Ho bisogno della vostra collaborazione, dobbiamo lasciare questa spiaggia meglio di come l’abbiamo trovata». E così è stato. Il frutto migliore di questa promessa, una delle immagini che resteranno nella mente di tutti, è la spiaggia ancora rischiarata dalle luci del palco, ma deserta, poche ore dopo il concerto: una spiaggia pulita e ordinata. Lo stesso si può dire del Vialone, che si presenta in condizioni perfette, o quasi, ai turisti che arrivano sin dalle prima mattina per godersi una giornata di fine luglio sulla Marina di Levante. «Mi raccomando sottolineatelo che siamo qui a fare pulizia» dicono due operatrici della Sea impegnate a rimettere ordine.
Tutto vero: poche ore prima in Darsena c’era una marea entusiasta di persone che ballavano e cantavano. Che si muovevano al ritmo del Tempo jovanottiano, saltando sull’ombelico del mondo. Ma dopo il loro passaggio non ci sono devastazioni, non ci sono stabilimenti balneari sottosopra. E non c’è gente che si lamenta perché non può stare sotto l’ombrellone per colpa di quelli scalmanati là.
«Un’organizzazione perfetta, anche chi era scettico ha dovuto ricredersi», dicono dal bagno Alhambra. Ad impressionare è stato soprattutto il pubblico di Jova: giovani e meno giovani, tutti allegri, desiderosi di cantare e di festeggiare. «Ma ordinati e rispettosi del luogo dove si sarebbe tenuta la festa», rammenta un’anziana. E si sa che a quell’età si guarda sempre con un occhio severo i ragazzi.
Che la spiaggia potesse essere un campo di battaglia dopo il maxi-evento del Muraglione lo temevano anche i bagnini. Sono loro quelli che arrivano prima di tutti e che devono rimettere in sesto le cose in spiaggia: che sia maltempo, vandalismi o anche feste notturne. Eppure i bagnini del Teresa, il bagno più vicino all’evento, raccontano di aver trovato «una situazione assolutamente nella norma; forse c’era da spostare qualche lettino, ma nulla di più. Niente da dire: organizzazione da 10, avevano promesso che ci avrebbero lasciato tutto in condizioni ottime e così è stato».
Anche il Comune di Viareggio lo ha sottolineato sulla sua pagina Facebook: «Dopo il concerto... spiaggia perfetta. Grazie a tutti da Viareggio: il piú grande spettacolo dopo il Big Bang». Del resto quella domanda lì, come avrebbe retto la Darsena alla carica dei 40.000, se l’erano fatta un po’ tutti e giustamente. Chi vive o lavora – o entrambe le cose – nel quartiere sa che ci sono problemi di viabilità. E che il collo di bottiglia che si crea in una semplice domenica d’agosto non era la premessa migliore. Invece tutto si è svolto in maniera lineare: dall’accesso, favorito dal fatto che le auto erano rimaste lontane, al deflusso per uscire dalla Darsena e tornare verso casa. «Che malinconia, ieri qui c’era il concerto...», dice una mamma al suo bambino. Signora, coraggio: il 31 agosto torna la tribù che balla e non sporca. —
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