Una moneta per vivere nel villaggio del Jova
Per mangiare e bere bisognava cambiare gli euro in token Solo l’acqua si poteva acquistare con i soldi normali all’interno del circuito
viareggio. L’impatto era lo stesso dell’aeroporto, quando si arriva in un paese straniero (nel nostro caso: non europeo). La prima cosa da fare in un aeroporto (dopo il recupero della valigia) è cambiare i soldi: da euro a dollari, dram, peso, o qualsiasi sia la moneta. E il villaggio del Jova Beach party era proprio così: la prima da cosa fare era cambiare i soldi. Da euro a token. Solo così si poteva mangiare e bere all’interno del villaggio. Non si potevano usare altre monete.
Una scelta originale, voluta dall’organizzazione anche per questioni igieniche, che certamente ha fatto discutere e, nelle prime tappe, creato il caos totale, ma che arrivata a Viareggio era già stata digerita e quasi apprezzata.
Funzionava così: per l’acquisto di cibo e bevande era necessario l’acquisto dei Token che si trovavano alle casse esterne (scelta consigliata) oppure all’interno del villaggio. Il food & beverage all’interno del villaggio accettava solo token. Ogni token ha valore di 3 euro ed è divisibile in metà da 1, 50 euro. Solo l’acqua si poteva acquistare senza token ed era a disposizione a 1, 50 euro (mezzo litro) nelle casse dedicate.
Le code alle casse per cambiare i soldi c’erano, ma erano inevitabili, dal momento che c’erano circa 40mila persone all’interno del villaggio. In ogni caso, questa novità, verrà replicata – piaccia o no – nella prossima data del concerto che prenderà vita sempre alla spiaggia libera del Muraglione il 31 agosto, per chiudere in bellezza questa estate da incorniciare. Almeno per la città. —
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