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Pca: «Nessuna risposta dagli enti alla mamma che ha chiesto aiuto»

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pietrasanta. «Una mamma, disperata, lancia un grido di allarme per la propria figlia tossicodipendente e dalle istituzioni non arriva alcuna risposta, come se la questione non riguardasse chi fa politica a livello locale e nazionale». Parole amare, quelle del Progetto comunità aperta, in scia alla richiesta di aiuto da parte di un genitore pubblicata nei giorni scorsi sul nostro giornale.

«I sindaci sono i primi responsabili della salute dei loro cittadini. Intanto a questa mamma va tutta la nostra solidarietà, che ovviamente da sola non basta, ma bisogna essere anche onesti nel dire che di fronte a situazioni così forti, gli stessi servizi non hanno strumenti, efficaci di intervento, soprattutto quando si parla di abuso di cocaina/alcol. Purtroppo, molti giovani sottovalutano queste sostanze. Abbiamo detto più volte, che manca l’attenzione della politica, bisogna sostenere la prevenzione nelle scuole, soprattutto le famiglie devono essere aiutate quando un loro caro entra nella spirale della droga. Sul piano della repressione va detto che nonostante le azioni congiunte di polizia e carabinieri lo spaccio continua imperterrito, ci sono territori gestiti da spacciatori che nel tempo si sono strutturati e organizzati per lo spaccio giorno e notte: nel frattempo i servizi territoriali riducono orari e personale. Bisogna ripensare i servizi come i Serd, istituire un’unità di strada per essere presenti nei luoghi più sensibili con personale specializzato; bisogna investire, un cittadino curato male costa molto di più alla collettività, ricordiamo che la tossicodipendenza è una malattia cronica e recidivante». —

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