Il Tirreno

Versilia

Muore a 25 anni mentre è al lavoro su uno yacht in Grecia

Donatella Francesconi
Muore a 25 anni mentre è al lavoro su uno yacht in Grecia

Un malore improvviso non ha lasciato scampo ad Alessandro Mossi. Si era diplomato al Nautico Artiglio di Viareggio

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VIAREGGIO. Lutto terribile e assurdo nel mondo dei marittimi viareggini. In Grecia, dove si trovava imbarcato su uno yacht, è morto Alessandro Mossi, viareggino di soli 25 anni, conosciuto da tutti come “il gigante buono” per la sua altezza, 2,10 metri, unita ad una infinita bontà d’animo. Diplomato all’Istituto Nautico “Artiglio” di Viareggio, Alessandro nutriva una passione profonda per il proprio lavoro che lo aveva portato, appena lo scorso anno, imbarcato sul “Carlotta”, lo storico yacht di Massimo Moratti. Nel 2015, invece, la stagione della nautica lo aveva visto a bordo del Boadicea, il 76 metri costruito nel 1999 ed acquistato prima da Bernard Tapie, il celebre ex presidente del Marsiglia (col nome di Reborn” e poi passato a Gabriele Volpi, il famoso imprenditore nato a Recco). Insomma, un marittimo (uno dei suoi ruoli era aiuto macchinista) che - partito da Viareggio - si era fatto apprezzare su imbarcazioni di livello. Nel 2013 sulla propria pagina Facebook Alessandro postava una frase di Platone che sintetizza la grande passione del giovane viareggino: “Ci sono tre tipi di uomini: i vivi, i morti e quelli che vanno per mare”.

Difficile ricostruire ieri, quando la notizia si è diffusa, cosa possa essere realmente accaduto al fisico di un ragazzo che, stagione dopo stagione, aveva lavorato come aiuto bagnino nello stabilimento “Marusca” di Lido di Camaiore e per navigare doveva affrontare corsi e visite mediche. Le prime notizie trapelate parlano di un malore improvviso che ha coinvolto il cervello e non ha lasciato scampo al giovane marittimo.

«Alessandro e suo fratello Andrea sono i figli di un amico di famiglia», racconta Marcello Mancini, consigliere comunale a Camaiore e titolare del “Marusca”: «Entrambi hanno lavorato come aiuto bagnino da noi. Poi Alessandro si è imbarcato, perché quello era il suo lavoro, e ci ha lasciato come sostituto quello che è il nostro attuale aiuto bagnino, la persona che lui stesso ci aveva trovato prima di lasciare il lavoro da noi».

Il padre – Antonio Mossi, bancario in pensione, una vita alla Cassa di Risparmio di Lucca in giro per la Toscana - e la madre, Consuelo Messeri, sono partiti subito da Viareggio diretti in Grecia. Il fratello Andrea, ingegnere, invece, abita a Parigi da tempo.

Una figura, quella di Alessandro Mossi, che non passava inosservata. Per l’altezza, ma anche i capelli portati per molti anni lunghissimi, fin sulle spalle. E se il fratello ha giocato a basket per anni, e lo ricordano in tanti sul parquet, Alessandro che era ben più alto e dunque quasi “predestinato” per il canestro, ad un certo punto aveva mollato come accade ai ragazzi.

Adesso una intera comunità, attonita, attende il rientro in Italia della salma del marittimo viareggino.

 

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