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Rischio chiusura distributori: esplode la protesta dei pescatori

Donatella Francesconi
Rischio chiusura distributori: esplode la protesta dei pescatori

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VIAREGGIO. Protesta dei pescatori della Marineria viareggina, ieri mattina, a causa dell’incertezza sul rifornimento di gasolio dettata dal caso dello sversamento dei vecchi impianti che si trovano in testata della banchina Tistino. Vicenda che prende il via nel maggio dello scorso anno, quando un’iridiscenza da idrocarburi viene avvistata in Bocchetta, ed esplode quando la società Termopetroli - ottenuta dalla Autorità portuale la concessione di un vecchio impianto presente nella zona - andando ad effettuare i primi sondaggi ha trovato sversamento di carburante.

Si è arrivati così all’avvio di un’inchiesta della Capitaneria di porto, con trasmissione di atti alla Procura di Lucca (pm Enrico Corucci) e di conseguenza le necessità di mettere in atto tutti gli adempimenti del caso.

Compresi i carotaggi disposti dalla Procura, iniziati ieri mattina, con i prelievi a cura di Arpat, alla presenza dei consulenti tecnici di tutte le parti in causa.

Ieri mattina i pescatori si sono portati sulla testata della banchina, temendo che le operazioni avviate portassero ad un sequestro dell’intera area, con conseguente chiusura anche del rifornimento al distributore gestito dalla Copav (Agenzia di servizi per la pesca), ma in concessione ad Eni. Quello della Copav è rimasto l’unico distributore di carburante al momento disponibile per i pescatori, poiché quello della società privata “Viareggio Petroli” deve essere oggetto di lavori ed i titolari della società - ha spiegato ieri mattina la Capitaneria - «devono presentare il Piano di bonifica».

Se non rimanesse più un distributore disponibile, hanno spiegato i pescatori esasperati dalla situazione, i costi per il rifornimento di carburante si farebbero davvero insostenibili.

In un clima nel quale non è mancata qualche tensione, il comandante in seconda della Capitaneria, Alessandro Sarro, ha spiegato ai pescatori che per avere il risultato delle analisi passerà tutto agosto, che al momento non è prevista la chiusura del distributore Copav, e che c’è la volontà di trovare soluzioni che coniughino la necessaria tutela dell’ambiente con il lavoro della Marineria viareggina. Non è escluso che, anche se si arrivasse al sequestro dell’area da parte della procura per intimare ai concessionari la bonifica, non possa essere scelta la soluzione che garantisce comunque la possibilità di utilizzare l’impianto Copav.

Problema ben diverso sarà, una volta bonificata l’area ed insediatasi la Termopetroli, garantire il rifornimento ai pescatori nei tempi necessari alla pesca, quando alla banchina arriveranno anche i grandi yacht che Termopetroli rifornisce. —

Donatella Francesconi

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