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Musica e laser: assolti i gestori dell’ex Tantra bar

M.T.
Musica e laser: assolti i gestori dell’ex Tantra bar

Il tribunale: nessuna prova che hanno danneggiato l’habitat naturale del Parco L’avvocato Bonuccelli: «Sentenza che ci soddisfa»

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viareggio. Non ci sono prove che le luci laser e la musica dell’ormai ex Tantra bar abbiano danneggiato o distrutto l’habitat naturale del Parco Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli. Per questo motivo il tribunale di Lucca ha assolto la società Dna srl, che gestiva il locale sul Vialone. Al posto del quale oggi sorge il Maki Maki (che con questa vicenda non ha nulla a che vedere).

Il Tantra bar, anzi per la precisione la società Dna (riconducibile a Dante Puccinelli e Andrea Larini), era finito sotto inchiesta dopo il sopralluogo di guardie del Parco e agenti di polizia municipale nelle due estati del 2013 e del 2014. Gli accertamenti avevano riguardato l’attività notturna di intrattenimento del locale in Darsena. In particolare gli agenti avevano messo nel mirino la musica alta e le luci luminose, tipo raggi laser, anche a intermittenza che venivano proiettati in ogni direzione. Pure – questa era l’accusa – verso la spiaggia e il bosco circostante.

Su questa vicenda si sono aperti due procedimenti penali: uno a carico degli amministratori della società Dna e uno a carico della società stessa. In entrambi i casi erano chiamati a rispondere in tribunale del reato di distruzione o deterioramento di un habitat all’interno di un sito protetto. In sostanza l’accusa della Procura era di aver danneggiato la fauna che vive nella zona protetta del Parco. Gli amministratori, però, nel 2018 erano già stati assolti dalle accuse mosse loro come responsabili della società. Il giudice Gerardo Boragine, presidente della sezione penale del tribunale lucchese, dopo aver preso atto della precedente sentenza ha riscontrato che non erano state prodotte prove a favore dell’accusa. Non c’erano, insomma, elementi tali da ritenere che la comparsa del Tantra bar aveva provocato dei mutamenti nell’ambiente al punto da danneggiare la riserva faunistica del Parco.

Di conseguenza il giudice Boragine ha assolto la società Dna perché il fatto non sussiste. Verdetto che non può che essere accolto positivamente dall’avvocato Gionata Bonuccelli, che assisteva la Dna in questa vicenda. «È una sentenza che ci soddisfa: sono stati valutati tutti gli elementi nella maniera che ritenevamo giusta». —

M.T.

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