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Carnevale di Viareggio
carnevale: l’addio  

L’Ondina venuta da Pietrasanta che ha conquistato tutti i viareggini

Simone Pierotti
L’Ondina venuta da Pietrasanta che ha conquistato tutti i viareggini

Rosa Mariamburgo Coppola lascia: «Cinque anni indimenticabili. Questa esperienza mi resterà nel cuore»

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VIAREGGIO. Se cinque anni fa era stata accolta - ma si trattava, comunque, di una sparuta minoranza - con un velo di diffidenza per la sua provenienza da fuori Viareggio, adesso che non indosserà più l'abito rossazzurro di Ondina ha messo d'accordo: sui social è tutto un bombardamento di messaggi che testimoniano l'affetto e la simpatia nei suoi confronti. E soprattutto il dispiacere per questo inaspettato addio. Rosa Mariamburgo Coppola non sarà più Ondina: la presentazione del nuovo manifesto del Carnevale è stata la sua ultima uscita ufficiale nelle vesti della figura femminile che affianca Burlamacco. Ripensamento? No, la decisione ormai è stata presa: dopo cinque anni e «un’esperienza magnifica che auguro di vivere a chi prenderà il mio posto» lascia. La Fondazione Carnevale, come ha annunciato nei giorni scorsi la presidente Marialina Marcucci, farà partire a breve le selezioni per la nuova Ondina. Che verrà chiamata a prendere il posto di questa ragazza di Pietrasanta entrata nel cuore di tanti carnevalari.

Rosa, è arrivata questa decisione che ha spiazzato un po’ tutti: come mai?

«Per motivi professionali e personali: ora sto iniziando a lavorare di più, sono spesso in giro e magari mi sarei dovuta ritrovare a comunicare una mia assenza alla Fondazione Carnevale solamente all’ultimo minuto. Mi sembrava poco rispettoso, ecco. Sicuramente è stata una decisione sofferta: cinque anni non sono pochi, ma sono stati talmente emozionanti che sono passati velocemente alla fine».

E dire che all’inizio eri stata accolta con diffidenza…

«Sì, mi ricordo. In effetti non ero del mondo del Carnevale io, nata e cresciuta a Pietrasanta. Per fortuna polemizzarono solamente in pochi».

Come arrivasti a essere Ondina?

«Avevo degli amici a Viareggio, carnevalari, che mi presentarono alla Fondazione. All’epoca, dopo che lasciò Susy Cinquini, non c’era un concorso o un bando come vorrebbero fare ora da quel che ho capito: portai il curriculum, ci feci una chiacchierata e mi scelsero. Come un colloquio di lavoro, insomma».

Da lì in poi è iniziata un’esperienza che tu stessa hai definito “magnifica”.

«E indimenticabile. Sono stati cinque anni fantastici in cui ho conosciuto persone con le quali è poi nata un’amicizia o che sento spesso. Grazie al Carnevale io, che non ero quasi mai uscita dall’Italia, sono stata a Nizza, in Cina… Mi sono proprio legata a questo mondo».

A giudicare dai commenti sui social, sembra che anche tanti carnevalari fossero ormai legati a te…

«Mi hanno bombardata di telefonate e messaggi su Facebook e WhatsApp: avrei voluto dirlo io per prima, ma poi la voce si è sparsa. Che dire? Mi hanno fatto immensamente piacere i pensieri di tutti, soprattutto di quei carnevalari che non conosco personalmente. Proprio non me l’aspettavo. Una grandissima soddisfazione».

Tra l’altro il tuo nome rimarrà per sempre legato a quello di Ondina grazie al manifesto dell’anno passato che ti ritraeva.

«Sì, è vero. Mi sono informata e ho scoperto che sono stata la prima Ondina ad essere raffigurata sui manifesti ufficiali con un volto preciso, riconoscibile, non generico. E anche questo è un motivo di orgoglio personale».

Tornerai a Carnevale, seppure... in borghese?

«Naturalmente, è un mondo che non conoscevo e che mi ha regalato grandi gioie. Dalla Fondazione mi hanno già detto che mi aspettano e passare a trovare loro e tutti gli altri con cui ho legato è il minimo che possa fare».

 

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