Sicurezza
Una borsa di studio alla memoria dell’ex maresciallo
I soldi raccolti dalla famiglia dopo la morte sono stati donati all’ospedale di Pisa per finanziare la ricerca contro i melanomi
Camaiore. Per la comunità di Camaiore Giuseppe Mancino non era solo l’ex maresciallo dei carabinieri. Adesso a sette mesi dalla sua scomparsa il suo nome rimarrà impresso. In suo nome è stata istituita una borsa di studio all’Università di Pisa con i soldi raccolti dopo la morte. Mancino si è spento a dicembre all’età di 57 anni; ha lasciato la moglie Laura Catalano, capocassiera all’Esselunga di Lido di Camaiore, e una figlia Priscilla. Proprio loro hanno deciso di tenere vivo il nome di Giuseppe. In questi mesi hanno raccolto oltre 2mila euro che sono andati direttamente a un medico oncologo molto conosciuto, la dottoressa Antonella Romanini, responsabile degli ambulatori Melanoma e Tumori Rari dell'Azienda ospedaliera pisana oltre ad essere la presidente associazione contro il melanoma. Il denaro è stato utilizzato per finanziare la ricerca della dottoressa Beatrice Polini. Il titolo della ricerca: ruolo dei polimorfismi nella individuazione di una popolazione a rischio di sviluppare melanoma cutaneo.
«Siamo felici di questa scelta - ha detto la vedova di Mancino - è quello che mio marito avrebbe voluto. Siamo sicuri di aver fatto la sua volontà».
Mancino entrò presto nell’Arma dei carabinieri, a 18 anni. Proprio per il suo lavoro prima si era trasferito nel Nord Italia, a Treviso, poi successivamente è arrivato, trent’anni fa, in Versilia. Prima come vicecomandante a Camaiore e poi come capo dei carabinieri a Lido. Qualche anno fa ha avuto problemi di salute, per questo era andato in pensione. Dopo aver sconfitto il suo male si era di nuovo a capofitto nella vita della comunità diventando uno dei punti di riferimento per la Francigena e i suoi percorsi. Lavorava come “hopitale” nei vari ostelli per i pellegrini della Francigena. —
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