Gioco
Sfuma il premio Bancarella per Simi «Pronostici rispettati: ha vinto la favorita»
E lo scrittore annuncia: «Il 26 settembre uscirà il nuovo libro: parlerà di un processo vistocon gli occhi dei giudici popolari»
Pontremoli. Alla serata finale di Pontremoli Giampaolo Simi si presentava nei panni di possibile outsider. Mentre il ruolo di superfavorita – anche sulla scia del successo televisivo de L’Allieva, fiction tratta dai suoi libri – lo ricopriva la giovanissima Alessia Gazzola. Ma a differenza dei romanzi, stavolta il colpo di scena non c’è stato. Così a vincere la sessantasettesima edizione del premio Bancarella è stata proprio Alessia Gazzola con Il ladro gentiluomo edito da Longanesi. Quasi un plebiscito, per lei: 149 i librai-giurati che hanno votato per lei, con uno scarto di ben 61 preferenze sul secondo classificato (Evelyne di Marco Scardigli). Per Come una famiglia di Giampaolo Simi (Sellerio) è arrivato un più che onorevole quarto posto, con il podio sfiorato per appena due voti (66 voti contro i 68 di Prima che te lo dicano gli altri di Marino Magliani). Ma nelle parole a caldo dello scrittore viareggino non c’è delusione. O, se c’è, è ben celata. «L’importante era esserci. Il Bancarella è un premio che mette in competizione sei titoli selezionati direttamente dai librai. Romanzi che hanno una loro storia, che hanno una loro potenzialità. Essere entrati nella sestina dei finalisti è stato già un successo».
Niente vittoria, ma la soddisfazione di aver debuttato da protagonista in uno dei grandi premi letterari italiani. Hai mai sperato in cuor tuo di farcela?
«Che non ero io il favorito l’ho sempre detto dall’inizio. Fin da quando a marzo, a Torino, è stata annunciata la sestina dei finalisti. Poi, come tutti i premi letterari, anche il Bancarella è un gioco. E anch’io ho giocato cercando di sfruttare le mie carte. Poi alla fine c’è un vincitore ed è bello che sia così. Altrimenti non ci sarebbe divertimento».
Al Bancarella lo spoglio delle schede avviene in diretta sul palco di piazza della Repubblica proprio di fronte ai sei finalisti. Un’emozione particolare per chi la vive da protagonista…
«Questo fa parte del rito un po’ crudele di questo premio. Un piccolo stillicidio da consumarsi in piazza, in mezzo al pubblico. Anche se in realtà si è capito quasi subito come sarebbe andata a finire».
L’essere entrati nella sestina ha comunque dato nuovo impulso a Come una famiglia, uscito nel giugno scorso e rivitalizzato da questa candidatura.
«Sicuramente c’è stato un impatto importante sulle vendite del libro. Entrare nella sestina vuol dire tanto sulla diffusione. Indubbiamente in questi mesi il libro ha avuto una nuova spinta. Ed è anche per questo che, al di là dell’esito finale, bisogna ritenersi soddisfatti anche solo per il fatto di esserci».
Grazie anche all’effetto Bancarella, si può dire che Come una famiglia è stato il libro di Simi che ha venduto più di tutti gli altri?
«Non abbiamo dati aggiornati sul numero di copie vendute, perché un bilancio vero lo si fa soltanto a dicembre, con la chiusura dell’anno. Però sì, certamente fra i miei libri è stato quello che ha avuto il maggior successo in libreria».
Sul palco del Bancarella hai annunciato che da questo libro sarà tratta una serie televisiva. Puoi anticiparci qualcosa di più?
«C’è un produttore che sta lavorando su una serie televisiva tratta da Come una famiglia e dal romanzo precedente che aveva come protagonista sempre Dario Corbo. E’ iniziata la fase di scrittura della sceneggiatura, ma è davvero difficile poter dire quando questo progetto potrà venire materialmente alla luce. A volte passano anni prima che si arrivi al primo ciak. Però dietro c’è una casa di produzione importante come Palomar e questa è già una garanzia».
Nel frattempo è già pronto un nuovo libro per Sellerio che uscirà alla fine dell’estate. Cosa possiamo anticipare?
“Il libro uscirà il 26 settembre e si intitolerà I giorni del giudizio. Non avrà come protagonista Dario Corbo (il giornalista protagonista di Come una famiglia e La ragazza sbagliata, ndr) ma sarà la storia di un processo in Corte d’Assise visto però dall’ottica dei giurati popolari: persone comuni che non capiscono niente di diritto e che vengono scaraventate in una vicenda molto più grande di loro. E questo processo finirà per cambiare completamente le loro vite».
Sarà un libro ambientato in Versilia come gli ultimi?
«Più che in Versilia, sarà ambientato in tutta la provincia di Lucca. La storia si svolge nelle aule del Tribunale di Lucca e le persone estratte a sorte per fare i giurati popolari arrivano da varie parti della provincia. Mentre il caso intorno a cui ruota la vicenda giudiziaria è accaduto a Lucca. Il resto lo lasciamo scoprire ai lettori».
Torniamo alla tv. Hai partecipato alla sceneggiatura di Nero a metà, grande successo televisivo dello scorso inverno su Raiuno. Ci sarà un sequel?
«Sì, ci sarà un sequel, anche se noi autori della prima stagione abbiamo deciso di non continuare a lavorare intorno a questo progetto. Ognuno di noi aveva altre cose alle quali lavorare e così abbiamo deciso di lasciare. Ci sarà dunque un seguito con gli stessi protagonisti e con lo stesso cast, ma a scriverlo saranno altri». —
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