Gioco
In fiumi e laghi della Versilia sostanze chimiche molto inquinanti
Il rapporto Arpat si basa sulle analisi del biennio 2016/2018 Lo stato ecologico rimane definito sufficiente/scarso
Nel lago di Massaciuccoli ci sono piombo e benzo(a)pirene, nel canale Burlamacca è presente il Pfos, acido perfluoroottansolfonico, e benzo(a)pirene si trova anche nel Versilia, che sfocia a Cinquale dopo aver attraversato parte della Versilia Nord. Nel Versilia scorrono anche dichlorvos, tributilstagno, e lo stesso Pfos. Al di là della chimica, si tratta in tutti i casi citati di elementi altamente inquinanti e dannosi per l’uomo e l’ambiente.
La fotografia è quella scattata dal lavoro di Arpat dal titolo “Monitoraggio ambientale dei corpi idrici superficiali: fiumi, laghi, acque di transizione. Stagione 2018”, sintesi dei risultati del biennio 2016-2018 sulle acque dei bacini dell’intera Toscana.
Il benzo(a)pirene presente nel Massaciuccoli e nel Versilia è un idrocarburo policiclico aromatico, una delle prime sostanze delle quali è stata accertata la cancerogenità, derivante da fumo di sigaretta, gas di scarico dei motori diesel, fumi da combustione delle biomasse, carni bruciate. Disciolto in acqua viene considerato tra le sostanze più pericolose per la salute e l’ambiente.
Il Pfos in quel Burlamacca che si tuffa direttamente nel mare di Viareggio è un acido molto forte, ingrediente chiave di prodotti antimacchia e idrorepellenti per tessuti. In base agli studi clinici si tratta di sostanza persistente, bioaccumulabile e tossica per i mammiferi. Insomma, niente a che vedere con quell’agricoltura che viene ritenuta la principale causa del pessimo stato del lago caro a Puccini.
Non va meglio con il dichlorvos riscontrato nel fiume Versilia. Si tratta, infatti, di una sostanza ampiamente impiegata come insetticida per il controllo degli infestanti in casa, in sanità pubblica e per la protezione dagli insetti dei prodotti durante la conservazione.
Il tributilstagno individuato nel fiume Versilia - che nasce sopra Mulina e sfocia a Cinquale dopo aver raccolto le acque di molti torrenti della Versilia Nord - è noto per essere un potente interferente endocrino, capace di alterare la differenziazione sessuale in molti animali acquatici. Il suo utilizzo è tipico dell’industria nautica, componente essenziale delle vernici anti incrostazione degli scafi.
La qualità chimica del Versilia viene definita dal rapporto Arpat come “non buona”, mentre dell’intero bacino della Versilia, che comprende anche fiumi della provincia di Massa, così si scrive: «Prevale lo stato ecologico sufficiente/scarso ad eccezione del Frigido secco. Il Frigido alla foce fa rilevare lo stato ecologico sufficiente e il chimico non buono per presenza di mercurio. Il Versilia ha la qualità chimica non buona». Stato chimico “non buono” anche nei corpi idrici del Canale Burlamacca, le cui acque sono definite come “di transizione”.
Un rapporto dall’esito decisamente preoccupante che impone alle Istituzioni tutte, a partire dalla Regione Toscana, un progetto serio ed efficace di intervento sugli inquinanti e di prevenzione da ulteriore aumento delle sostanze gravemente dannose per la salute e per l’ambiente. I rilievi di Arpat indicano chiaramente come siano le attività industriali tra province di Massa e di Lucca ad essere le responsabili dell’inquinamento così pesante delle nostre acque. Che, inevitabilmente, finiscono al mare. —
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