Sicurezza
Ballerine e amiche in passerella insieme per la Quercia
Manuela e Selvaggia sono le due giovanissime scelte dai bianconeri Sono accomunate dall’amore per la danza e per lo studio
Un’aspirante medico e un’aspirante biologa, unite dalla passione per la danza. Tra le più giovani concorrenti di quest’edizione di Miss Palio dei Micci di Querceta troviamo le due aspiranti miss che mercoledì sera vestiranno i colori della Quercia: Manuela Freda e Selvaggia Costanzi.
Coetanee, Manuela – nata a Norfolk, in Virginia, da mamma peruviana e padre svizzero ma con famiglia seravezzina salvo poi trasferirsi dopo pochi mesi dalla sua nascita proprio a Seravezza – ha compiuto 17 anni, mentre Selvaggia è ormai prossima alla maggiore età: spegnerà le diciotto candeline il prossimo 31 luglio. «Sono piuttosto emozionata anche se non credo che cambi molto alla fine – ammette la giovane, nata e cresciuta a Querceta – la verità è che non vedo l’ora di prendere la patente per l’auto ed essere più autonoma». A legarle, per l’appunto, il ritmo che dalle melodie più classiche («quando eravamo più piccole») fino ai brani moderni e contemporanei le ha fatte innamorare della danza. Entrambe frequentano infatti la stessa scuola di ballo e proprio nei vari corsi di danza hanno maturato la loro amicizia, nata ben prima di questa partecipazione a Miss Palio (la prima per entrambe). «Faccio danza da 13 anni, a spingermi è stata una passione veramente importante per la musica che coltivo da sempre con grande impegno oltre al ballo infatti suono anche il flauto traverso fin da quando avevo 7 anni. A farmi capire davvero quest’amore è stata l’esperienza alle scuole medie Don Milani di Marina di Massa: lì c’è un’orchestra a cui mi sono unita negli anni d scuola e ho capito davvero quanto mi piaceva suonare questo strumento. Tant’è – rivela – che anche oggi collaboro in alcuni concerti con il liceo musicale di Massa». «Io sono stata un po’più discontinua con la danza – ammette Selvaggia – l’ho studiata fin da piccola, poi però ho tentato la strada dello sport giocando per tre anni a pallavolo nelle fila del Versilia. Non era la mia strada però, così da quattro anni sono tornata a studiare danza: moderna e contemporanea sono i generi che preferisco».
Legate a doppio filo alla contrada bianconera – Selvaggia è da 7 anni tamburina nella Quercia («sebbene all’inizio, avvicinandomi al Palio, per un paio di anni ho suonato nel Ranocchio: però era come vivere all’estero, un po’ti manca casa e sono tornata nella mia contrada di appartenenza») mentre Manuela, dopo due anni da tamburina, ha dovuto smettere «per i troppi impegni, ma mi piacerebbe riprendere. Magari già dal prossimo anno: mi manca la vita attiva di contrada» – hanno due ambiziosi sogni nel cassetto anche se «dato che siamo così giovani, abbiamo tutto il tempo anche per cambiare idea»: due carriere nell’ambito medico-scientifico. «Mi piacerebbe diventare medico legale – spiega Manuela, al quarto anno del liceo scientifico Michelangelo di Forte dei Marmi – è un’idea che mi affascina fin dalle serie tv che ho sempre seguito sin da piccola, e poi sarebbe una via di mezzo tra il lavoro di mio padre e quello di mia mamma, rispettivamente chirurgo e avvocato». «A me invece interessa biologia – racconta Selvaggia, promossa all’ultimo anno al liceo linguistico Chini di Lido di Camaiore – anche l’ambito prettamente medico mi incuriosisce, però credo di non essere il tipo di persona adatta ad una professione del genere. Le lingue straniere? Ho studiato spagnolo, inglese e francese, mi piacciono molto ma non penso di continuare questo percorso di studi. Diciamo che le idee chiare ancora non ce le ho, ma ho ancora un anno per pensarci». —
Gabriele Buffoni
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